Isae: crolla la fiducia dei consumatori

Dallo studio emerge un forte pessimismo sul futuro dell’economia
italiana. Al marcato deterioramento del
bilancio familiare si associa la diminuzione della possibilità di risparmio<br />

Roma - Fiducia ai minimi. I consumatori non ci credono più: cresce la pressione fiscale, scricchiolano le rendite e i continui rincari dei beni di prima necessità tolgono il sonno ai risparmiatori. A denunciarlo è l'Isae che tratteggia il forte pessimismo che fa stagnare l'economia italiana. I segnali? Un marcato deterioramento del bilancio familiare, una diminuzione della possibilità e convenienza del risparmio e minori intenzioni di acquisto di beni durevoli.

Un generale clima di sfiducia A gennaio il clima di fiducia dei consumatori italiani è sceso a 102,2 da 106,9 dello scorso mese, portandosi sui valori più bassi registrati dall’agosto del 2005. Secondo l'ente pubblico, a peggiorare drasticamente sono soprattutto le valutazioni sulla situazione economica generale del paese, con il relativo indicatore che perde ben otto punti passando da 88,7 a 80,7. "Gli indicatori che sintetizzano le opinioni sul quadro corrente e futuro - dice nella nota l’Istituto di studi e analisi economica - scendono invece rispettivamente da 111,9 a 108,1 e da 99,1 a 96,2". In sintonia con l’intensificarsi delle preoccupazioni dei principali analisti sulla tenuta del quadro congiunturale nazionale edinternazionale, emerge un forte pessimismo per quanto riguarda sia l’andamento corrente sia quello atteso dell’economia italiana.

Il bilancio familiare: deteriorato L'Isae evidenzia un marcato deterioramento del bilancio familiare, una diminuzione della possibilità e convenienza del risparmio e minori intenzioni di acquisto di beni durevoli. Dalle consuete domande trimestrali emerge, inoltre, una sostanziale stabilità delle intenzioni di acquisto dell’automobile e dell’abitazione, mentre recuperano le spese per la manutenzione della casa.

Forti aumenti dei prezzi I consumatori percepiscono infine nuovamente forti aumenti dei prezzi negli ultimi 12 mesi. Si ridimensionano tuttavia le attese di rincari per i 12 mesi successivi. Il calo della fiducia si diffonde con intensità diversa a livello territoriale: nel Nord Ovest e nel Mezzogiorno si registra la diminuzione più elevata, mentre nel Nord Est e nel Centro la diminuzione dell’indicatore risulta relativamente più contenuta.