Iscrizioni, sempre meno studenti. Tra i licei "regge" solo il classico

Inversione di tendenza alle superiori cittadine: dopo anni di crescita,
cala il numero degli studenti. Attualmente sono 54.424, il
prossimo anno iscritti 52.352

Inversione di tendenza alle superiori cittadine: dopo anni di crescita, cala il numero degli studenti. Attualmente, infatti, sono 54.424, il prossimo anno scolastico risultano iscritti 52.352. In crescita, invece, gli istituti della provincia: sono ora 71.929, saranno 72.945. Un calo che pare abbia due spiegazioni: si paga l’esodo delle famiglie dalla città nei comuni dell’hinterland, e poi il fatto che alle medie inferiori continua ad arrivare un’onda di scarsa natalità. Una linea di tendenza che dovrebbe mutare fra un paio d’anni: alle medie, infatti, quest’anno il numero degli iscritti supera di 800 unità quelli dello scorso anno. Altri segnali di cambiamento di tendenza riguardano le scelte degli indirizzi di studi. La novità più significativa riguarda i licei classici, in pratica l’unico indirizzo in crescita nonostante il calo generale: qui nelle prime classi si contano attualmente 1310 studenti, mentre il prossimo anno saranno 1389. Analoga tendenza si registra in provincia, dove il numero degli iscritti alla quarta ginnasio passano dagli attuali 664 a 719. Buona tenuta anche dei licei scientifici che perdono solo qualche unità di iscritti rispetto allo scorso anno. Perdono iscritti comunque tutti gli altri indirizzi. I licei artistici milanesi, in particolare, che passeranno dagli attuali 888 frequentanti le prime classi ai 672 del prossimo anno. Poche settimane fa il ministero aveva comunicato i dati previsionali, che in realtà risultano molto diversi da quelli reali. A Roma il calo degli iscritti per il prossimo anno alle superiori era infatti quasi insignificante, tanto che venivano confermati gli attuali organici. Cambia la situazione dunque sulla formazione delle classi: il calo negli istituti milanesi ne cancella addirittura 54. Questo significa che qualche centinaio di docenti andrà in soprannumero e dovrà cercarsi un’altra sede di insegnamento, in provincia, appunto, dove aumentano gli iscritti e di conseguenza le classi da attivare: attualmente sono 516, saranno 528 il prossimo anno scolastico. Ma particolarmente penalizzati risulteranno i precari che in queste condizioni vedono diminuire complessivamente il numero dei posti disponibili e, quindi, la possibilità di un incarico sia pur a tempo determinato. A questo punto ripartirà la trattativa fra direzione scolastica regionale e sindacati della scuola sulla verifica degli organici da assicurare per far funzionare le classi il prossimo anno scolastico. La trattativa è già avviata per quanto riguarda le elementari dove i posti messi a disposizione dal ministero non bastavano per soddisfare tutte le domande di tempo pieno. Il direttore scolastico Anna Maria Dominici ha comunque garantito che la richiesta verrà soddisfatta al 100 per cento. Ma poichè gli organici ministeriali non possono variare, se si risolve il problema del tempo pieno resta scoperto qualche altro problema. L'insegnamento della lingua straniera, ad esempio. Nella scuola milanese, insomma, c'è sempre una coperta troppo corta per coprire tutte le esigenze.