Iseo, si rovescia off-shore: recuperati due corpi

Pesante il bilancio dell'incidente di ieri sul lago d'Iseo: tre morti e un ferito grave. Stamani sono stati recuperati due corpi. Si cerca ancora il terzo

Brescia - Sono stati recuperati stamani i corpi di due delle tre vittime dell’incidente accaduto ieri nel lago d’Iseo dove un motoscafo con a bordo quattro persone si è rovesciato: tre sono morte, mentre una quarta è riuscita a salvarsi. Un potente fuoribordo si è rovesciato e ha cominciato a roteare su se stesso. Le tre vittime sono state scagliate in acqua attraverso il vetro della pilotina. Il sopravvissuto, Maurizio Finazzi, di Gandosso (Bergamo), è invece caduto dalla barca e, con le sue urla, ha lanciato l’allarme.

Le vittime Si tratta di Tino Foiadelli di Paratico, titolare del cantiere nautico e di Maurizio Napoleoni, 30enne di Bagnatica (Bergamo). Deve essere ancora trovato il corpo di Josè Corti, 46enne di Bergamo.

L'incidente I fatti sono accaduti attorno alle 16 di fronte a Clusane d'Iseo (Brescia), una località particolarmente nota perché definita 'il borgo dei pescatori del lago' e il paese più silenzioso d'Italia. Ma il silenzio tipico della frazione è stato interrotto dal boato, seguito al capovolgimento di un potente fuoribordo che arrivava dallo 'Yatching Club' di Paratico (Brescia), uno dei cantieri nautici della sponda bresciana del lago.

Chi c'era a bordo Sul motoscafo c'erano Lino Foiadelli, 57 anni, residente a Villongo (Bergamo), proprietario del cantiere e nel passato pilota di velocità su motoscafo. Una persona, quindi, particolarmente attenta, che non avrebbe rischiato la sicurezza sua e dei suoi ospiti. Con lui viaggiavano un conoscente e due clienti, pare padre e figlio, di cui per ora non si conosce l'identità.

Ancora ignote le cause Forse per la velocità, o per un guasto o per l'urto con un oggetto, Foiadelli ha perso il controllo della potente imbarcazione che si è rovesciata e ha iniziato a vorticare su se stessa. La persona che si è salvata, Maurizio Finazzi, di Gandosso (Bergamo), è caduta dalla barca e ha iniziato ad urlare, attirando l'attenzione di chi si trovava sulla riva. Gli altri tre occupanti del motoscafo invece sono stati scaraventati in acqua attraverso il vetro della pilotina.

Il testiome Ad accorgersi subito dell'incidente è stato il clusanese Pietro Barbieri, che si trovava nella cooperativa dei pescatori, a pochi metri dalla riva e che insieme al fratello e a un amico ha preso la barca e ha tratto in salvo Finazzi. E' intervenuto anche Romano Bellini, titolare dei cantieri Bellini, che si trova quasi di fronte al luogo del disastro. E' stato lui a riuscire a spegnere il motore dell'imbarcazione, il cui timone si era bloccato e quindi girava su se stessa rischiando di uccidere sia Finazzi sia i soccorritori.