Isinbayeva, asta da record E Wariner domina nei 400

L’Italia come gli Usa, ma solo nella staffetta: cambio sbagliato e squalifica

Nostro inviato a Helsinki

La regina del mondo ha strizzato l’occhio a tutti, sollevato il sopracciglio, parlato alla sua asta, poi s’è lasciata sollevare là, in alto, nel cielo a tutti vietato. Yelena Isinbayeva anche stavolta non ha tradito. Buona notizia per chi la vuol sposare: la fedeltà nel vincere gare e conquistare record è regola di vita. Ieri Yelena ha voluto regalare anche il bello di un suo record: 18° della serie, 9° dell’anno. E se a luglio aveva passato il muro dei 5 metri, qui s’è concessa il centimetro in più che vale il secondo primato del mondo dei campionati, 100mila dollari di premio e il titolo che mancava alla collezione. Gara facile perché Isi sa semplificare tutto, zarina di un altro universo. Per esempio è entrata in gara a 4.50, dove si è fermata Monica Pyrek, la polacca medaglia di bronzo! Poi al primo colpo 4.60 e 4.70 e gara vinta. Una prova sbagliata ai 5.01, centrati al secondo appello. E dopo tanta fatica e bravura s’è concessa una notte a ballare sulla pedana di un night.
Superbe! Direbbero i francesi che, rimasti con il sorriso amaro per Christine Arron, hanno ritrovato il fuoco che ha scaldato l’animo nella corsa magica di Ladji Doucourè nei 110 ostacoli. Ex giocatore di calcio dalla gamba sbriciolata, figlio di un malese e di una senegalese, Doucourè ha preceduto d’un soffio il campione olimpico Xiang Liu e l’indomabile Allen Johnson, prendendosi la rivincita sulla sfortuna: ad Atene cadde all’ultimo ostacolo, mentre il podio gli tendeva le braccia.
Beatificazione per Jeremy Wariner, a 21 anni erede bianco di Michael Johnson. L’americano ha onorato la leggenda scendendo (7° tempo di sempre) sotto il muro dei 44 secondi: 43”93 e tutti in ginocchio. Ancora festa in casa Gatlin: Allison Felix, la fidanzata, ha imitato l’amato sprintando sui 200 metri e mangiandosi il sogno di Christine Arron. Piccola consolazione comunque per il re Sole che, poco prima, aveva assistito al patatrac della 4x100 Usa in batteria. Primo cambio pasticciato fra Scales e Scott, fine della corsa, addio oro. E Maurice Greene è rimasto di sasso. Il suo mondiale non è mai partito. I quattro Usa sembravano gli italiani, unica ragione per cui gli azzurri possono sentirsi pari: dopo aver provato cambi per una settimana, hanno sbagliato il primo fra Verdecchia e Collio. Squalificati. Tutti a casa, è meglio.