Islam, religione e nuovi italiani sui banchi di «Magna Carta»

Napoli, (Fi): chiediamo una spiegazione in Aula per la sicurezza dei nostri soldati

Raffaela Scaglietta

da Roma

In stile americano «liberal & independent», a Frascati, in questa fine estate 2006, dal 3 al 9 settembre, 50 giovani laureati d’élite, studiano e dibattono assieme ad esperti di fama internazionale e uomini politici i temi più controversi di politica estera, i valori etici e i concetti di identità religiosa dell’Occidente, presi d’assalto dall’integralismo islamico. Alla Summer School della Fondazione Magna Carta, organizzata al Grand Hotel Villa Tuscolana di Frascati, la principale priorità da sviscerare, a pochi giorni dal quinto anniversario degli attentati al World Trade Center e al Pentagono è l’avvento dell’Islam radicale e la sua insidiosa minaccia nella società occidentale e nel mondo.
Questo brain storming d’intenti e di pensieri per la nuova generazione del centrodestra, inaugurato domenica dall’ex Presidente del Senato Marcello Pera, continua oggi con la provocante proiezione del documentario Obsession del regista Wayne Kopping. Il film scritto, prodotto e realizzato da Kopping è un documento «esplosivo» montato su immagini raccolte dalle Tv arabe sui discorsi dell’odio, gli insegnamenti più radicali dell’Islam, le rivoluzioni di pensiero che avvengono nelle moschee arabe per portare avanti la Jihad. Il documentario premiato al Worldfest di Houston (nel Texas), al Newport Beach e vincitore del premio del miglior film al Liberty festival, non ha ancora trovato un distributore perché inneggia odio e «morte all’America» e quindi all’Occidente. A questa primizia giornalistica seguirà un dibattito tra Fiamma Nirenstein, inviata della Stampa e autrice del libro «La sabbia di Gaza» e Alfredo Mantovano, autore di «Prima del Kamikaze» un libro che analizza il terrorismo islamico come minaccia multiforme. Mantovano spiegherà ai giovani che il terrorismo islamico è una rete globale che si è sviluppata con internet diventando un groviglio di cellule a sé, capace di agire in collegamento con altre cellule condividendo informazioni, analisi e risorse molteplici.
Seguiranno poi i problemi legati alla cittadinanza, identità e integrazione. Anche l’ambasciatore italiano Mario Scialoja interverrà al seminario della Fondazione Magna Carta che ha come obiettivo quello di formare una nuova classe politica dirigente e di mettere in contatto giovani liberali nel mondo e rafforzare i legami con gli altri think-tank americani ed europei. «Venerdì affronterò insieme a Souad Sbai il diritto di cittadinanza - ha detto al Giornale il rappresentante in Italia della Lega Musulmana mondiale e membro della Consulta per l’Islam - e su questo punto io sono favorevole all’esame per acquisirla, come del resto accade negli Stati Uniti». «Per ottenere la cittadinanza di un Paese bisogna conoscere la lingua e il suo diritto», ha detto Scialoja.