Islamabad, bomba in un ristorante italiano: un morto. Ferita leggermente anche la proprietaria

Pakistan, ancora violenza: devastato all'interno il locale frequentato anche da uomini della Cia. La vitttima è un donna turca, una decina i feriti

Islamabad - Una bomba ha distrutto un ristorante italiano di Islamabad, in un raro attentato contro stranieri in Pakistan che ha ucciso una donna turca e ferito almeno dieci persone, fra cui l'italiana proprietaria del locale.

Colpito il "Luna caprese" La bomba è stata fatta esplodere all'ora di cena locale nel giardinetto posteriore del ristorante Luna caprese, uno dei più noti occidentali di Islamabad, dove una decina di tavoli sono disposti sotto alti alberi. Non è ancora chiaro se l'ordigno fosse stato impiantato in precedenza e telecomandato, oppure se sia stato lanciato da al di là del basso muro di cinta. Fra i dieci feriti ci sono quattro cittadini americani, fra cui dipendenti dell'ambasciata, due giapponesi, un canadese, un tedesco, un britannico.

Italiane ferita: ma non è grave Secondo quanto hanno reso noto fonti della Farnesina, l'italiana è stata ferita in modo non grave, é già in contatto con i suoi familiari ed è assistita dal personale dell'ambasciata italiana a Islamabad. La televisione privata pachistana Geo Tv riporta che l'obiettivo sarebbero stati degli agenti della CIA, ma l'informazione non è stata confermata. Il ristorante, in un'area commerciale molto frequentata, è uno dei pochi che servono alcool nella città e, anche per questo motivo, è molto popolare tra la comunità internazionale. La bomba, raccontano testimoni oculari, ha aperto un cratere nel giardinetto, facendo saltare in aria le sedie. "Ho visto una gamba qui, un piede da un'altra parte... sangue dovunque", ha detto il direttore del ristorante Shaukat Khan alla stampa locale. I feriti sono stati portati negli ospedali, ma non si conoscono le loro condizioni.

Ondata di violenza Altri testimoni hanno detto che il locale è stato quasi distrutto dalla violentissima esplosione, che ha mandato in frantumi la vetrata che dalla sala interna si apre sul giardino. L'attentato avviene due giorni prima dell'apertura a Islamabad della prima sessione del nuovo parlamento, uscito dalle elezioni del 18 febbraio che hanno segnato la vittoria dell'opposizione ostile al presidente Pervez Musharraf. Un'ondata di violenza senza precedenti ha insanguinato il Pakistan da mesi. Dall'inizio del 2007, 1.065 persone sono morte in 118 attentati, per lo più commessi da kamikaze. L'ultimo attacco, duplice, l'11 marzo ha causato la morte di 27 persone a Lahore, la seconda città del Paese. Nel peggiore attentato della storia del Pakistan, il 18 ottobre 2007, due kamikaze hanno ucciso a Karachi 140 persone che partecipavano a una manifestazione per accogliere la leader dell'opposizione Benazir Bhutto, rientrata in patria quel giorno, dopo otto anni di esilio volontario. La stessa Bhutto, sfuggita a quel primo attentato, è stata assassinata il 27 dicembre, durante un comizio elettorale a Rawalpindi, vicino a Islamabad. La capitale è considerata un posto relativamente tranquillo in Pakistan e la comunità internazionale, almeno fino ad oggi, non si sentiva minacciata.