Gli islamici lanciano la sfida: sfiliamo in Duomo per Pisapia

MilanoUn velo arancione. Il colore della campagna elettorale di Giuliano Pisapia, e la veste diventata anche in Italia emblema dell’Islam fondamentalista. È con questo simbolo, velo o maglia arancione, che il gruppo dei «Musulmani per Pisapia» chiama i fedeli della mezzaluna a scendere in piazza oggi, per manifestare sostegno al candidato sindaco della sinistra. Una marcia da San Babila al Castello Sforzesco, un corteo che - guarda caso - attraverserà piazza Duomo, cuore del cristianesimo ambrosiano. Quella stessa piazza che due anni fa era stata invasa da migliaia di musulmani raccolti in preghiera ai piedi del sagrato, di fronte alla Cattedrale ma rivolti alla Mecca. Un’immagine che ha suscitato proteste e indignazioni nel mondo cattolico. Un’immagine che potrebbe essere replicata oggi, con una carica simbolica ancor più forte, a pochi giorni da un voto amministrativo che deciderà anche il volto culturale della Milano del futuro.
Il gruppo dei Musulmani per Pisapia, presente su internet, ha sponsorizzato la corsa di alcuni esponenti milanesi di Sinistra, Ecologia e Libertà, fra i quali Davide Piccardo, che si è candidato al Consiglio comunale ottenendo circa 220 preferenze personali, risultando il decimo dei più votati nelle liste dei vendoliani.
Davide Piccardo è figlio di Hamza Piccardo, fra i fondatori (e poi segretario generale per circa 10 anni) dell’Ucoii, l’Unione delle Comunità islamiche italiane, la voce dell’Islam radicale nel nostro Paese. Piccardo senior è noto per aver tradotto in italiano una versione del Corano che ha venduto centinaia di migliaia di copie e contiene passaggi controversi e contestati, come quelli considerati ispirati all’anti-semitismo. Di simbolo in simbolo, nel suo profilo (sono immagini pubbliche) Piccardo junior (noto anche per una contestazione al presidente del Consiglio) ha pubblicato un simbolo del Comune di Milano in cui al posto della tradizionale croce rossa sormontata dalla corona campeggia una mezzaluna, affiancata dalla scritta «Comune di Mullahno». Il riferimento alla teocrazia e ai mullah appare particolarmente sinistro, e meglio di ogni discorso politico illustra il timore di tanta parte della Milano moderata, cattolica, liberale.
Un secondo profilo dei fantomatici «Musulmani per Pisapia» ha inserito come immagine il simbolo di Sinistra, Ecologia e Libertà. Indica come datore di lavoro «Allah», e come citazione preferita «La ilaha illa Allah», l’invocazione che rappresenta l’unicità di Allah.
Questi i simboli, i colori, la filosofia di coloro che hanno convocato la manifestazione: «Il Comitato musulmani per Pisapia, creato quasi tre mesi fa - questo hanno battuto ieri le agenzie - promuove in questa ultima fase della campagna elettorale un’iniziativa di sostegno al candidato sindaco del centro-sinistra». L’appuntamento è per oggi pomeriggio in piazza San Babila, dove partirà un corteo che si dirigerà verso il Castello Sforzesco. «Invito tutti a venire vestiti con qualcosa di arancione - l’appello di Piccardo - che può essere una maglietta, ma anche un hijab (un velo islamico, ndr). Cammineremo fino al Castello Sforzesco volantinando e convincendo le persone a dare fiducia al cambiamento». L’idea gli sarebbe venuta «in questo contesto in cui lo scontro politico si fa aspro e il centrodestra, con il premier Silvio Berlusconi in primis, utilizza i musulmani come spauracchio».
La voce moderata dei musulmani milanesi, la Casa della cultura di via Padova, ha preso subito le distanze dalla manifestazione, e anche il portavoce di Pisapia ha smentito che l’iniziativa sia concertata. Anzi: «Un’iniziativa che non ci risulta - ha detto - Abbiamo anche chiesto alla questura dove ci hanno confermato che non è stata chiesta alcuna autorizzazione».