Un islandese tra l'Edda e Hemingway

Non era stordito dagli afrori del ghiacciaio islandese, Emanuele Trevi, quando scrisse, «si vorrebbe leggere solo libri come questo». Si riferiva a Paradiso e Inferno che è un libro bellissimo. Il più bello scritto da Jon Kalman Stefánsson, cristallo della letteratura d'Islanda, che shakera il respiro mitico dell'Edda alla concretezza verbale di Hemingway. E nel nuovo libro, che narra di una «strana, remota cittadina con poche migliaia di abitanti», si sente, costellato da fiotti etici («forse la nostra vita sarà giudicata da ciò che non abbiamo fatto»), il fiato possente della vita. Ci basti.

Davide Brullo