Isolani contro immigrati, tensione a Lampedusa

Gaetano Ravanà

da Lampedusa

«Sono pronto a restituire al presidente della Repubblica la medaglia d'oro al merito civile che ci è stata consegnata nel 2004 per l'opera di soccorso alle migliaia di immigrati clandestini sbarcati sulla nostra isola». E' molto arrabbiato il sindaco di Lampedusa, l'azzurro Bruno Siragusa. «Lo Stato non ci ha mai risarcito - ha continuato - i miei concittadini hanno affrontato dal 1991 a oggi un fenomeno epocale, ma nessuna compensazione. Non lo posso tollerare, ho il dovere di stare al fianco dei miei concittadini, e scenderò in piazza con loro se verrà indetto un altro sciopero generale. Siamo continuamente tartassati, l'immagine dell'isola, non ne esce bene al di là dell'opera umanitaria. Siamo costretti a fronteggiare anche situazioni molto gravi, una cattiva pubblicità che potrebbe causarci grossi problemi in termini di presenze turistiche. La nostra economia, oltre alla pesca - ha continuato - si basa soprattutto sul turismo».
Siragusa si dice preoccupato anche per le dichiarazioni del governo. «Sento continuamente dire che i centri di accoglienza saranno chiusi, che il governo intende stabilizzare la posizione di migliaia e migliaia di extracomunitari, questo non fa altro che incentivare gli sbarchi dei clandestini. Inoltre, faccio presente, che chiudere i centri, significherebbe consentire agli irregolari di passeggiare tranquillamente per l'isola». Secondo il primo cittadino queste notizie non fanno altro che aumentare le paure, le insicurezze della gente. Per questo chiede chiarezza. «Lo Stato deve dire come intende comportarsi. Noi non siamo un popolo inospitale, lo abbiamo dimostrato ampiamente, però non possiamo continuare su questa strada. Il governo, deve consentire alla popolazione di Lampedusa di vivere dignitosamente sull'isola. Se qualcuno si ammala, abbiamo difficoltà a trasferire tramite elicottero o aereo l'ammalato. Invece, non appena bisogna svuotare il centro di permanenza temporanea, vedo atterrare, in continuazione, gli aerei dell'Alitalia. Questo significa che siamo trattati peggio degli extracomunitari. Non possiamo tollerarlo».
A Lampedusa, è vietato perfino nascere. Non c'è la sala travaglio e, ogni qualvolta una donna deve partorire, è costretta a trasferirsi a Palermo o Agrigento con un aggravio di spese, che vanno a pesare sul bilancio familiare, notevole. Il sindaco inoltre è preoccupato per gli atti intimidatori di cui sono stati fatti oggetto i Medici senza frontiere che operano a Lampedusa. Ignoti hanno bucato le ruote delle autovetture dell'associazione. «Il clima nell'isola è tutt'altro che tranquillo ha concluso Siragusa -. I fenomeni di intolleranza non appartengono ai miei cittadini ma il problema c'è e questo allarma non poco».