Isolde: «Vi racconto i segreti del fattore K»

(...) quel titolo. A Zagabria ha vinto sbagliando e questo dimostra la sua netta superiorità. L'ho appena ammirata nel gala che ha chiuso gli europei, era sciolta e rilassata, se anche in gara riuscisse a pattinare così sarebbe ancora più brava».
Carolina è molto migliorata negli ultimi tempi.
«Sì, l'ho proprio notato nel programma libero che le ha dato l'oro, prima dell'inizio era serena, respirava senza affanno, in passato invece nei secondi di attesa era agitatissima».
Ai Giochi di Torino, dopo aver fatto la portabandiera, fu un disastro.
«So che quell'esperienza è rimasta ben impressa nella sua memoria, ma è stata bravissima a superare quel momento critico, ci sono atleti che da situazioni del genere non si rialzano più. Carolina invece ha imparato tantissimo da quella delusione, ora sa gestire meglio la pressione e non per niente dopo quel "disastro" è diventata più brava, ha vinto due titoli europei e si è qualificata per le finali del Grand prix. Lei è un'atleta intelligente, può sbagliare una, due volte, ma poi fa tesoro degli errori».
Il prossimo obiettivo di Carolina saranno i mondiali di Goteborg, a marzo.
«Sarà dura, perché americane e giapponesi sono giovanissime e davvero difficili da battere. Ma può farcela, se riuscirà a stare calma e rilassata, anche perché ha oltre un mese per correggere gli errori dell'europeo: è carente in certi salti, proprio come me da giovane... Il suo problema forse sono le gambe lunghe che la limitano nell'equilibrio all'atterraggio, d'altra parte però le gambe sono anche la sua bellezza».
Sua cugina è nota per la pignoleria quasi maniacale negli allenamenti.
«La capisco, anche io ero così: mai un minuto perso, mai una cosa lasciata da parte, tutto curato nei minimi dettagli… Solo negli ultimi anni della mia carriera ho faticato a trovare le motivazioni, ma prima mai, anche un raduno estivo allo Stelvio mi esaltava e divertiva! Per Carolina il pattinaggio è tutto e lei ci si dedica anima e corpo, sempre».
Passiamo a Denise Karbon?
«Non mi sono mai divertita come quest'anno a seguire le gare di sci, è troppo bello ed emozionante vedere le italiane lottare per il podio, soprattutto in gigante, ma anche in slalom, di cui non sono mai stata una fan, ma ora mi piace anche quello!».
Denise?
«Non vorrei sembrare presuntuosa, ma dopo la prima gara di Soelden io l'avevo detto: Denise quest'inverno non può che vincere!».
L'ultima italiana a vincere una coppa del mondo è stata proprio lei, Isolde, in discesa, nel 2002, dopo il primo trionfo nel 2001…
«Sì, per due inverni ho indossato il pettorale rosso di leader di coppa, è una cosa emozionante, unica, una cosa che dà tranquillità, che fa sentire più forti. Sono felice che Denise ora raggiunga questo sogno, ormai la coppa è sua e se la merita, la sua serie vincente è degna del miglior Tomba, lei non è una showgirl come lui, ma è grande lo stesso perché finalmente è riuscita a esprimere il suo potenziale, sempre soffocato dagli infortuni. E poi Denise è una leader positiva nella squadra, sappiamo tutti che un leader può trascinare le altre o fare danno e di certo lei fa parte del primo gruppo».
Un esempio del secondo gruppo?
«Non ho nulla contro Tomba, sia chiaro, ma lui non era un leader positivo, perché arrivava in pista due ore dopo gli altri e li batteva di due secondi, perché gli veniva tutto facile ed era talmente superiore che gli altri pativano!».
Denise è ormai nota come Miss sorriso: ma è davvero sempre così solare?
«Giuro, non ho mai trovato nessuno a cui stia antipatica… Lei è esattamente come la si vede in televisione, sorridente e serena».