«Isole ambientali, troppi cantieri disturbano»

La Russa, vicesegretario di Alleanza nazionale: «Meglio non farle tutte subito». Albertini: «Posizione comprensibile È come in famiglia, se ci sono i muratori in casa si vive male»

Isole ambientali. È stato uno dei temi caldi del vertice della Casa delle libertà, una specie di ritorno ai vecchi tempi quando traffico e cantieri erano le questioni più controverse. Ignazio La Russa ha ribadito quella che è la posizione sua e di An e cioè che bisogna evitare un eccesso di lavori in corso e rivoluzioni nelle abitudini di vita ai cittadini, soprattutto in campagna elettorale. «È meglio non farle tutte subito perché possono creare disagi e disservizi» è stata la frenata di La Russa. E il sindaco ha assicurato di condividere l’opinione espressa dal vicepresidente di An o almeno di comprendere le ragioni della «furbizia». Gabriele Albertini si lancia in un paragone da pater familias: «Come accade nelle nostre famiglie, quando ci sono i muratori in casa si vive male. Per apprezzare bisogna aspettare che siano finiti i lavori, solo che nel frattempo la famiglia vota se vuole ancora quel papà o ne vuole un altro. È una furbizia legittima».
I luoghi del contendere sono viale Padova, San Siro (ovvero l’ambito urbano compreso tra via Natta, via Salmoiraghi, viale Elia, viale Migliora, via Monreale, via Harar, via Pinerolo, via Montale), Leonbattista Alberti (tra via Signorini, corso Sempione, via Arona, via Gattamelata, viale Teodorico), Farini-Maciachini (tra via Populonia, via Lario, piazza Segrino, via Bassi, via Valtellina, viale Jenner, via Valassina), aree in cui i lavori sono già stati appaltati. E soprattutto c’è il caso dei Navigli, dove i lavori non sono ancora aperti e dovrebbero partire entro l’estate. Ma è ancora nelle orecchie di tutti l’eco delle polemiche suscitate dalla rivoluzione in corso Garibaldi per pensare di affrontare il rischio nei mesi appena precedenti il voto sul sindaco. Si tratta di mini-rivoluzioni che riguardano circolazione, sosta, arredo urbano e che hanno bisogno di tempo per essere assorbite. Da qui la decisione di rallentare o almeno di non procedere su tutte.
Così, massima attenzione non solo per le isole ambientali ma anche per tutti gli altri lavori che prevedono l’apertura di cantieri con conseguenti effetti su chi vive o lavora in zona. È lo stesso Albertini a spiegare la filosofia che sta dietro questa decisione: «L'onorevole La Russa ha chiesto e ottenuto, perché proposta quanto meno ragionevole, che nella scelta delle opere pubbliche si faccia un riferimento significativo non solo all’iter procedurale delle decisioni ma anche ai disagi che queste opere possono causare e ai dissensi che possono ingenerare».