Ispettori ambientali Chi fa il furbo rischia fino a seicento euro

Obiettivo da raggiungere: il 45 per cento di raccolta differenziata su base annua. Genova è indietro. Complessivamente nel 2010 la differenziata ha superato le 93mila tonnellate arrivando al 27,8 raggiungendo nel mese di dicembre del 2010 il 30,04 per cento. Numeri che potrebbero, anzi devono sicuramente migliorare, anche a suon di multe. Perché è possibile disincentivare comportamenti scorretti dal punto di vista ambientale applicando sanzioni amministrative. E si fa sul serio: perché nell'ultimo anno sono state applicate quasi 2.600 sanzioni, metà delle quali per gli escrementi dei cani. Esattamente 2.521 multe contro le 1.512 del 2006. Costo dell'operazione 50mila euro che dovrebbero entrare di diritto nelle casse del Comune.
A colpire chi non fa la differenziata è l'ispettore ambientale. Una figura Amiu creata grazie alla legge Regionale 18/99, che ha reso possibile alle aziende di igiene urbana istituire un servizio di polizia amministrativa con il compito di disincentivare, contestare le violazioni alle leggi e ai regolamenti in materia di rifiuti urbani e applicare sanzioni amministrative. Si tratta di agenti di polizia amministrativa che svolgono la loro attività nei novi municipi all'interno dei quali sono individuate le aree più critiche, quelle cioè in cui le rilevazioni dirette e l'analisi dei reclami/suggerimenti provenienti dai cittadini evidenziano particolari situazioni di intervento. Dunque nessuna clemenza per coloro che sbagliano. Loro, tesserino alla mano possono, anzi devono punire coloro che falliscono nel differenziare, dando multe da un minimo di 25,67 euro per «conferimento di rifiuti urbani e speciali assimilati fuori orario consentito». Un esempio: gettare nel cassonetto la spazzatura in orari diversi da quelli previsti; ad un massimo di 1.200 euro per «Abbandono/deposito incontrollato sul suolo di rifiuti pericolosi» ossia abbandonare le batterie dell'auto per strada. Provare a lasciare il sacco dell'immondizia dove sono già presenti altri sacchi abbandonati potrebbe costare 600 euro; gettare a terra qualsiasi tipo di rifiuto e ingombranti, lasciando ad esempio un mobile o un elettrodomestico a terra, lontano dai cassonetti può costare all'utente sempre 600 euro. Parcheggiare il proprio veicolo in modo da impedire le operazioni di raccolta dei rifiuti dai cassonetti costa invece in termini di sanzione 50 euro. Mettere carta, plastica, vetro e legno nel cassonetto dell'indifferenziata, ossia nei tradizionali contenitori verdi, lo sbaglio anche in questo caso ha un costo pari a 50 euro. E ancora: «non raccogliere i bisogni del proprio cane o mancata dotazione di attrezzatura idonea alla rimozione ed esportazione delle deiezioni», non avere quindi con se un sacchetto, equivalgono a 100 euro di multa. Se poi un barista non pulisce, alla chiusura dell'esercizio, il proprio dehor la sanzione è pari a 102 euro.
Complessivamente da gennaio ad aprile di quest'anno gli ispettori ambientali hanno registrato 1600 multe: 234 delle quali sono legate alla mancata raccolta delle deiezioni canine; 699 per intralcio di operazioni e 359 per violazioni di conferimento. Il resto registra il divieto di volantinaggio sulle macchine e il mancato conferimento di imballaggi.