Israele, il 10 febbraio le elezioni anticipate

Le elezioni sono state indette dopo che il ministro degli Esteri Tzipi Livni, leader del partito di centro Kadima, non è riuscita a formare una coalizione di governo. La Livni aveva ricevuto l’incarico all’indomani delle dimissioni del premier Olmert

Gerusalemme - Le elezioni anticipate israeliane sono state fissate ufficialmente per il 10 febbraio, secondo quanto ha annunciato la speaker della Knesset (il parlamento) Dalia Itzik. Le elezioni sono state indette dopo che il ministro degli Esteri Tzipi Livni, leader del partito di centro Kadima, non è riuscita a formare una coalizione di governo. La Livni aveva ricevuto l’incarico il 22 settembre, all’indomani delle dimissioni del primo ministro Ehud Olmert, sotto inchiesta per corruzione.

Intanto la Livni ha offerto al ministro dei Trasporti Shaul Mofaz di assumersi l’incarico di direttore della campagna elettorale del Kadima. Il falco Mofaz è stato sconfitto dalla Livni in settembre alle primarie per la leadership del Kadima e aveva inzialmente deciso di lasciare l’attività politica. Olmert rimane per il momento premier ad interim. Finora ha resistito alle pressioni di chi, in seno al suo partito, gli chiede di abbandonare l’incarico in modo che la Livni, attuale vice premier, possa assumere la guida del governo e migliorare così le sue chance elettorali.

Un patto elettorale tra i partiti della destra israeliana sarebbe in grado di prevalere, sebbene di stretta misura, su un’ipotetica coalizione di centro-sinistra in occasione del voto anticipato, già fissato per il 10 febbraio prossimo: è quanto risulta da un sondaggio commissionato dal quotidiano Haaretz. Secondo il giornale, infatti, se il conservatore Likud dell’ex premier Benjamin Netanyahu si alleasse con gli ortodossi dello Shas, e con la Lista Unita che raggruppa le formazioni minori d’impronta religiosa o ultra-nazionalistica, insieme sarebbero in grado di conquistare 61 seggi su centoventi alla Knesset, il Parlamento monocamerale del Stato ebraico. Non andrebbe oltre i restanti 59 seggi un cartello formato dal centrista Kadima di Tzipi Livni, reduce dall’aver rinunciato al mandato esplorativo per costituire il nuovo governo d’Israele, con i laburisti, i progressisti del Meretz e le forze espressione della comunità araba. Nello specifico, Kadima e il Likud otterrebbero 31 deputati ciascuno, mentre i laburisti si fermerebbero a dieci, in calo di nove rispetto all’attuale rappresentanza.