Israele, due kamikaze a Dimona: tre le vittime

Colpita la città del deserto del Negev, nel Sud. Secondo le prime informazioni si tratterebbe di un attacco suicida: tre le vittime, numerosi i feriti. Spari di gioia a Rafah. Rivendicano le Brigate di al Aqsa

Gerusalemme - Esplosione nel centro commerciale di Dimona, nel Neghev. Secondo le prime informazioni si tratterebbe di un attacco suicida. Al momento i morti sarebbero tre. Il mall center era molto affollato al momento della deflagrazione. Si tratta del primo attentato kamikaze in Israele dopo oltre un anno. "Abbiamo udito una forte esplosione e visto la gente che correva - ha raccontato un negoziante alla radio dell'esercito -. Ho visto volare brandelli di carne umana". La stessa emittente parla di "esplosione accidentale, dovuta a una bombola di gas".

Due kamikaze Sarebbero due i kamikaze che si sono fatti esplodere questa mattina all’interno del centro commerciale di Dimona, in Israele. Lo rivelano fonti della sicurezza israeliana alla Tv satellitare al Arabiya. Gli attentatori si sarebbero fatti esplodere usando bombole di gas all’interno del centro commerciale in un momento di intenso afflusso di clienti. Il bilancio provvisorio delle vittime è di tre morti e una decina di feriti. Tra le tre persone decedute ci sarebbero anche i due attentatori ed un poliziotto che - dopo l’esplosione del primo ordigno - avrebbe aperto il fuoco contro il secondo terrorista, mentre tra i feriti ci sarebbero anche degli arabi israeliani. Erano di Gaza i due kamikaze. Uno di essi è originario di Rafah, l’altro di Khan Yunes, secondo le fonti. Uno degli uccisi sarebbe un militante delle Brigate dei martiri di al-Aqsa (al Fatah) e l’altro della Jihad islamica. I loro nomi, per il momento, non vengono resi noti.

Rivendicazione Le Brigate dei Martiri di al Aqsa, braccio armato del movimento palestinese al Fatah, ha rivendicato l’attentato. In una mail inviata all’Associated Press, al Aqsa ha spiegato di avere condotto "un’operazione di martirio a Dimona". Secondo quanto si è appreso da altre fonti, il gruppo avrebbe condotto l’attentato insieme ad altre due organizzazioni, il Fronte Popolare di Liberazione della Palestina e le Brigate Unite per la Resistenza.

Infiltrazioni dall'Egitto Le autorità israeliane legano questo attentati all’apertura del confine tra Gaza e l’Egitto, considerando che la polizia del Cairo ha fermato nei giorni scorsi diversi palestinesi che da lì intendevano entrare in Israele per compiere attentati. E spari di gioia sono stati esplosi a Rafah, nel Sud della Striscia di Gaza, quando miliziani palestinesi hanno appreso dell’attentato di Dimona. La paternità dell’attentato non è stata ancora rivendicata. Secondo alcuni osservatori è possibile che sia stato condotto dalla Jihad islamica. Il movimento di resistenza islamico Hamas, che da giugno ha assunto il controllo della Striscia di Gaza e ha costretto il presidente palestinese Abu Mazen a riparare nella Cisgiordania occupata, ha commentato l’attentato dicendo che si è trattato di "un atto eroico" e "la naturale risposta ai crimini commessi dall’occupazione".