Israele e Usa: il ricorso alle urne serva a negoziare senza violenza

L’annuncio alla televisione suona come una campana a morto per l’esecutivo guidato da Ismail Haniyeh. Scontri a fuoco tra fazioni a Gaza, ucciso un tredicenne

Israele ha annunciato ieri che appoggia la decisione del presidente palestinese Abu Mazen di tenere elezioni anticipate, presidenziali e parlamentari insieme. «Il governo israeliano sostiene i palestinesi moderati che cercano di giungere a negoziati con Israele senza ricorrere alla violenza. Abu Mazen è un dirigente di questo tipo», ha detto all’agenzia France Presse Miri Eisin, portavoce del governo israeliano. «Noi speriamo che lui sia in grado di affermare la sua autorità su tutto il popolo palestinese», ha aggiunto la portavoce. Si tratta della prima reazione ufficiale di Israele all’annuncio di Abu Mazen della sua decisione di convocare al più presto le elezioni.
Anche la Casa Bianca ha accolto con favore la decisione del presidente palestinese di convocare elezioni presidenziali e politiche anticipate, auspicando che questo contribuisca a placare la violenza. Nel premettere che le elezioni sono «una questione interna», la portavoce della Casa Bianca Jeanie Mamo ha commentato che gli Usa «sperano che questo aiuti a mettere fine alla violenza e alla formazione di un’Autorità palestinese impegnata sui principi del Quartetto».
L’annuncio di Abu Mazen è stato commentato anche dal ministro degli Esteri italiano Massimo D’Alema. «La Palestina o trova un accordo per un governo di unità nazionale o deve poter andare alle elezioni e affidare ai cittadini la scelta come ha proposto il presidente Abu Mazen», ha detto D’Alema in margine a una manifestazione promossa dal partito della Quercia a Firenze in ricordo del segretario metropolitano, Manuele Auzzi, recentemente scomparso. «Le questioni fondamentali sono il Libano e la Palestina - ha detto D’Alema -, dove bisogna incoraggiare la ricerca di soluzioni che evitino il precipitare della situazione in vere e proprie guerre civili».
«Questo vale - ha aggiunto il ministro degli Esteri - anche per il Libano, dove noi sosteniamo il tentativo della Lega araba di trovare un accordo attorno a Siniora».