Israele-Hamas, accordo per liberare Shalit In cambio rilasciati 1027 detenuti palestinesi

Dopo cinque anni di odissea, la liberazione di Ghilad Shalit, il militare israeliano prigioniero dal 2006 nella Striscia di Gaza sotto il controllo degli islamico-radicali palestinesi di Hamas è a un passo. In cambio, verranno fatti uscire di prigione circa un migliaio di detenuti palestinesi

E' a un passo, dopo quasi cinque anni di odissea, la liberazione di Ghilad Shalit, il militare israeliano prigioniero dal 2006 nella Striscia di Gaza sotto il controllo degli islamico-radicali palestinesi di Hamas. Un accordo mediato dall'Egitto, che ne prevede il rilascio in cambio di un migliaio di detenuti palestinesi, è stato raggiunto fra i negoziatori delle due parti e presentato al vaglio finale del governo di Benyamin Netanyahu, convocato d'urgenza in seduta straordinaria a Gerusalemme.

"Ho sottoposto al governo un accordo che riporterà Ghilad Shalit sano e salvo a casa, dai suoi genitori, entro qualche giorno", ha annunciato Netanyahu in un messaggio televisivo alla nazione, parlando di un documento d'intesa già siglato "definitivamente dalle parti" e del "miglior accordo possibile". Da Gaza e da Damasco, i vertici di Hamas hanno confermato tutto. Come contropartita del rilascio di Shalit 1.027 detenuti palestinesi verranno fatti uscire di prigione.

Stando a quanto si è appreso, il baratto coinvolge diversi condannati per gravi fatti di terrorismo, e non solo militanti di Hamas. Alcuni dei rilasciati dovrebbero poter restare nei Territori palestinesi, malgrado le preoccupazioni e le proteste che già si annunciano da parte di settori dell'establishment politico e della società d'Israele. Mentre altri sembrano destinati a una qualche forma di 'esilio', almeno per ora. Fra i beneficiari, oltre a tutte le donne recluse, potrebbe rientrare - secondo indiscrezioni di fonte palestinese smentite peraltro dalla tv israeliana, anche Marwan Barghuti: il popolare tribuno dell'ala movimentista del Fatah, condannato a cinque ergastoli in Israele in veste di promotore delle violenze della seconda intifada, che fu all'epoca rivale interno di partito rispetto alle posizioni più moderate dell'attuale presidente dell'Autorità palestinese (Anp), Abu Mazen (Mahmoud Abbas).

Shalit, per parte sua, dovrebbe essere consegnato all'Egitto per essere poi restituito a Israele in un secondo momento. Un rimpatrio che si prospetta emozionante, dopo anni d'attesa segnati da un isolamento assoluto rotto solo da qualche foto e da un filmato diffuso dai carcerieri nel 2009.