Israele, Libia e Libano le questioni «calde»

Alla Farnesina arriva un ex inquilino ma soprattutto uno stimato commissario europeo a Giustizia, Libertà e Sicurezza fresco di dimissioni. Grande dialogo con l’Europa, ma senza «euro-entusiasmi», con un giusto bilanciamento tra tradizione europeista dell’Italia e tutela degli interessi nazionali. Una linea di discontinuità rispetto alla politica del predecessore D’Alema nella visione del conflitto mediorientale, con un atteggiamento equilibrato ma riconoscendo le ragioni di Israele. Un’intensa collaborazione con il Viminale sull’immigrazione. Saranno questi tre punti di riferimento importanti di Frattini al ministero degli Esteri, senza dimenticare la conferma dell’amicizia storica del governo Berlusconi con Stati Uniti.
Il primo impegno ufficiale sul palcoscenico mondiale è la conferenza di Lima della prossima settimana Europa-America latina. Dal Perù il neoministro inizierà a confermare la ritrovata attenzione dell’Italia per il continente sudamericano. Ma l’appuntamento più importante a media scadenza è l’organizzazione del vertice del G8 l’estate prossima in Sardegna: una task force è già prevista a palazzo Chigi, in coordinamento con la Farnesina e con il Viminale. Per quanto riguarda i fronti internazionali e le missioni militari all’estero, uno dei primi atti sarà una ridefinizione della presenza italiana in Libano, ed eventualmente delle regole d’ingaggio del nostro contingente, in collaborazione con il ministero della Difesa. Nelle relazioni diplomatiche, che si legano in questo caso al contrasto all’immigrazione clandestina, la gestione Frattini punterà a un consolidamento dei rapporti con la Libia. Fondamentali saranno poi nuovi accordi di riammissione con quei Paesi di provenienza degli extracomunitari illegali che finora non sono stati collaborativi con l’Italia e con l’Europa.