Israele: mai usato armi nucleari contro Hezbollah

Andrea Nativi

Israele ha usato armi nucleari contro Hezbollah nel corso dei combattimenti avvenuti in Libano tra luglio e agosto? A lanciare l'allarme è il quotidiano britannico The Independent, che basa la denuncia sul rapporto di un fantomatico Comitato Europeo sul rischio da radiazioni, un organismo creato dai Verdi Europei. A questo Comitato ha risposto un portavoce dell'Esercito israeliano: ha ribadito per l'ennesima volta che tutte le armi e le munizioni usate da Tsahal sono conformi alle leggi internazionali.
Israele è già stato già criticato per aver usato contro Hezbollah bombe a dispersione (cluster), bombe da penetrazione anti-bunker e proietti d'artiglieria al fosforo. Ma si tratta di armi legali.E visto che i siti incriminati si trovano a pochi chilometri da Israele, è lecito dubitare che militari israeliani usino armi «nucleari» a così breve distanza dalle proprie case.
L'unica concessione che il Comitato e The Independent fanno è di escludere, ma solo «probabilmente», l'impiego di una bomba nucleare «sporca» o di una bomba atomica vera e propria, sia pure di minima potenza. Ma altre ipotesi resterebbero in piedi: quella di una speciale bomba perforante, foderata in uranio, quella di una strana bomba a uranio arricchito (ma di che tipo?) oppure quella di una nuova forma di bomba termobarica a base di uranio. Congetture che sarebbero confermate dal fatto che sul luogo dove sono esplose le bombe si è levato un denso fumo nero «che può essere il risultato della combustione dell'uranio»! Ipotesi quindi più che strampalate, anche se è probabile che Israele abbia davvero impiegato nuove armi nel conflitto. Ma non all'uranio arricchito.
E se anche una simile bomba esistesse e grazie all'uranio avesse un potere distruttivo incredibile, non sarebbe certo «sprecata» contro un bersaglio generico, data la consapevolezza delle inevitabili polemiche. Piuttosto si dovrebbe misurare quanto uranio sia effettivamente nel terreno e verificare se per caso non sia arrivato dopo le bombe, magari deposto con cura.