Israele, nuovi piani contro la Jihad mondiale

da Gerusalemme

Israele non è in prima linea, il nemico numero uno di Al Qaida - in questo momento - è il mondo cristiano. A due giorni dall’ultimo attacco terroristico contro l’Occidente, è il quotidiano israeliano Ma’ariv a svelare i nuovi piani operativi dell’intelligence militare israeliana (Aman), insieme alle previsioni su possibili nuovi attacchi contro «il nemico sionista» e l’Occidente.
Israele - da sempre bersaglio degli integralisti islamici - si troverebbe in questo momento così difficile per l’Occidente e l’Europa, curiosamente fuori dal mirino degli estremisti musulmani, ma pronta a mettere a disposizione dell’Occidente e dell’Europa tutta l’esperienza accumulata in sanguinosi anni di lotta al terrore. Aman - riferisce il giornale Ma’ariv in un lungo articolo pubblicato ieri con grande evidenza, citando fonti ignote dei servizi - è giunta alla conclusione che Al Qaida e la Jihad mondiale hanno scarso interesse verso Israele e il conflitto con i palestinesi. Non risultano contatti fra l’organizzazione terroristica di Bin Laden e i gruppi dell’Intifada armata, se si esclude l’attentato messo a segno da due kamikaze di origine pachistana ma con passaporto britannico che hanno colpito due anni fa un pub di Tel Aviv.
Le previsioni dell’intelligence sembrano ottimiste anche riguardo alla possibilità di sventare nuovi attacchi: i servizi segreti militari si dicono capaci di fermare fino al 90 per cento degli attentati palestinesi in fase di preparazione e di poter organizzare nei prossimi tre anni una lotta di prevenzione mirata che consenta ai Paesi occidentali di bloccare in anticipo il 70 per cento delle azioni sanguinose che gli estremisti musulmani intendono mettere a segno.
In questa lotta contro il terrore gli 007 israeliani sarebbero pronti a spartire le proprie informazioni di intelligence anche con i Paesi amici, specialmente in Europa, per aiutarli a fronteggiare l’emergenza.