Israele premia beata Elisabetta Hesselblad

Lo Stato d’Israele ha conferito, nel corso di una cerimonia avvenuta ieri mattina al palazzo della Cancelleria, la medaglia di «Giusto fra le nazioni» a beata Elisabetta Hesselblad per aver salvato la vita a 12 componenti delle famiglie di ebrei romani Piperno e Sed nel periodo dell’occupazione nazista della città.
«Simbolo di fraternità e di amore - ha sottolineato il consigliere dell’ambasciata d’Israele Shai Cohen - il riconoscimento di “Giusto fra le nazioni” è stato assegnato a circa 21mila persone di cui 400 in Italia». Il sostituto della segreteria di Stato pontificio monsignor Leonardo Sandri, intervenuto alla cerimonia, ha parlato di un «riconoscimento quanto mai significativo perché annovera beata Hesselblad tra quanti, per amore e sensibilità, si sono distinti per salvare la vita ai fratelli ebrei nel periodo delle persecuzioni razziste». «Ciascun essere umano nella sua vita - ha detto il sindaco Walter Veltroni citando Hannah Harendt - si trova spesso a dire un sì o un no contro il male. Oggi siamo qui per festeggiare un sì giusto detto contro il male quando era più difficile dirlo e che ha attraversato la vita di tante persone». «Ricordare chi come madre Hesselblad - ha proseguito Veltroni - ha salvato la vita a molti ebrei significa richiamare alla memoria la follia delle leggi razziali». Commosso parlando delle «privazioni della dignità subite a causa delle leggi razziali», il decano della famiglia Piero Piperno, salvato dalla madre Elisabetta, ha ricordato che «in convento eravamo 7 giovani da cui è nata una discendenza di 45 persone sicché si può dire che madre Elisabetta abbia salvato 57 persone».