Israele risponde: raid aereo su Gaza dopo il kamikaze palestinese a Eilat 

Dopo l'attentato di Eilat di ieri, nella notte Olmert ha ordinato un bombardamento aereo sul tunnel vicino al valico di Karni. Intanto nella Striscia di Gaza regge la fragile tregua tra Hamas e al Fatah, dopo che negli scontri hanno perso la vita 350 palestinesi in 5 giorni

Gerusalemme - La risposta non si è lasciata attendere. L'aviazione israeliana ha compiuto stanotte un raid sulla Striscia di Gaza, poche ore dopo l'attentato suicida che ha ucciso tre persone nella località turistica di Eilat, sul Mar Rosso. E' il primo attacco aereo israeliano sulla Striscia dal 26 novembre scorso, quando venne annunciata una tregua. Il raid ha preso di mira un tunnel vicino al valico di Karni, principale luogo di transito delle merci tra Gaza a il territorio israeliano. «Alcuni palestinesi si stavano preparando a utilizzare il tunnel per compiere un attentato in Israele», ha affermato un portavoce dell'esercito.

Vecchio accordo Secondo i termini dell'accordo raggiunto a fine novembre, i gruppi armati palestinesi si erano impegnati a fermare i lanci di razzi dalla Striscia verso Israele. Una tregua violata più volte dai palestinesi. Il premier israeliano Ehud Olmert aveva invece optato per una «politica di contenimento», evitando di rispondere ai lanci di razzi e sospendendo le cosiddette «esecuzioni» mirate contro attivisti o responsabili palestinesi.

Nuove condizioni L'attentato di ieri ad Eilat, compiuto da un kamikaze proveniente dalla Striscia, è stato rivendicato dal gruppo della Jihad islamica e dalle Brigate dei Martiri di Al Aqsa. Olmert ha reagito minacciando una «lotta senza quartiere contro i terroristi e i loro mandanti». E il ministro della Difesa, il laburista Amir Peretz ha avvisato che Israele «ha intenzione di adottare provvedimenti molto duri contro coloro che hanno organizzato l'attentato di Eilat».

Striscia di Gaza Le fazioni palestinesi rivali hanno smesso di sparare, oggi, a poche ore dall'inizio di una tregua, ma alcuni uomini armati restano nelle strade nella Striscia di Gaza e il dispiegamento della polizia è limitato. Secondo testimoni e fonti della sicurezza, non ci sono stati episodi importanti di violenza dalle 3 di stamani (le 2 italiane), quando la tregua è diventata effettiva dopo che il primo ministro palestinese Ismail Haniyeh, appartenente ad Hamas, ha incontrato un assistente del presidente Mahmoud Abbas di al Fatah nel tentativo di fermare gli scontri. Mentre uomini armati di Hamas hanno rimosso i loro checkpoint improvvisati, alcuni combattenti di Fatah restano a Gaza City, a protezione delle residenze ufficiali di Abbas e di uno dei capi della fazione, come pure del compound di un servizio di sicurezza considerato fedele a Fatah. Prima della tregua almeno 350 palestinesi sono stati uccisi in 5 giorni di scontri tra fazioni nelle strade. Sono stati i combattimenti più violenti da quando Hamas, che rifiuta colloqui di pace con Israele, ha superato al Fatah, gruppo più moderato, nelle elezioni dell'anno scorso, innescando un embargo sugli aiuti occidentali. La spirale di violenza ha fatto deragliare i colloqui per un governo di unità nazionale tra Hamas e al Fatah e ha spinto alcune famiglie di Gaza a lasciare le proprie abitazioni. Molti negozi e scuole sono stati chiusi. Il ministro degli Esteri Mahmoud al-Zahar, parlando dopo che Haniyeh e Abbas si sono incontrati ieri, ha detto che le due parti si sono accordate per non sparare e togliere tutti i loro uomini dalle strade di Gaza. Il cessate-il-fuoco prevede anche che gli uomini di Hamas e Fatah rilascino gli ostaggi, e che la polizia palestinese si schieri in forze. Ma oggi c'è una presenza limitata di poliziotti a Gaza, e per il momento nessuna notizia sul rilascio di ostaggi.