Per Israele si apre un fronte a Sud Ora si teme l’escalation con l’Egitto

Continuano le ostilità con i palestinesi: una dozzina di morti nella
Striscia, 15 razzi cadono sulla città di Ashdod e danneggiano una
sinagoga

Nelle ultime 48 ore Israele ha bombardato a ripetizione gli estremisti palestinesi nella striscia di Gaza e loro rispondono lanciando razzi contro le città ebraiche. Dopo la zampata del terrore nei dintorni del centro turistico di Eilat, che giovedì ha provocato 8 morti fra gli israeliani, comprese due donne, non si placano le rappresaglie reciproche.

L'aviazione israeliana ha colpito diversi obiettivi nella città di Gaza, il sobborgo di Zeytoun, ma pure località come Beit Laiyah, Beit Hanoun, Rafah e Khan Younis, quest'ultime al confine con l'Egitto. Il primo ministro dello Stato ebraico, Benjamin Netanyahu, ha annunciato in tv: «Chi ha dato l'ordine di uccidere la nostra gente non fa più parte del mondo dei vivi. Quando qualcuno minaccia i cittadini di Israele noi reagiamo immediatamente e con la forza».

Fra giovedì e venerdì sono stati distrutti una fabbrica clandestina di armi, due gallerie sotterranee per il contrabbando dall'Egitto ed un'altra per le infiltrazioni. Nel mirino dell'aviazione sono finiti anche due campi di addestramento delle milizie di Hamas e diverse postazioni della Forza esecutiva, il corpo di polizia messo in piedi dal movimento fondamentalista che controlla Gaza.
La rappresaglia era scattata con l'eliminazione mirata di Kamal al-Nairab e Immad Hammad, capo e numero due dei Comitati Popolari di Resistenza, la fazione oltranzista palestinese accusata di essere coinvolta nel triplice attacco terroristico di Eilat. Ai funerali dei militanti, però, il portavoce dei Comitati, Abu Mujahid, ha smentito qualsiasi rivendicazione dell'attacco a Israele, pur ribadendo di «essere orgogliosi e di rendere onore all'operazione». Le vittime dei raid sarebbero già una dozzina o più, compresi due bambini di 2 e 13 anni.

I vertici di Hamas sono spariti nei bunker solitamente ricavati sotto edifici pubblici come gli ospedali. Poi è scattata la controrappresaglia: almeno 15 razzi sono stati lanciati verso Israele. Alcuni hanno centrato la cittadina di Ashdod, una sinagoga ed una scuola. I missili hanno provocato 6 feriti. Non si trattava dei Qassam "fai da te", ma di razzi Grad, più micidiali e precisi.

Il sospetto è che le forniture di armi dall'Iran e dalla Siria siano migliorate grazie al contrabbando dall'Egitto. Non è escluso che Teheran e Damasco puntino ad un'escalation con l'intervento dei loro giannizzeri Hezbollah dal Libano per sviare l'attenzione dalla Siria impegnata nella feroce repressione del dissenso interno.
Se a Gaza corre la prima linea preoccupa in ugual maniera la frontiera con l'Egitto, da dove si sono infiltrati i terroristi di Eilat provenienti dalla Striscia. Tre militari e agenti della sicurezza egiziana sono stati uccisi da un elicottero israeliano che inseguiva gli attentatori in fuga. Il governo militare del Cairo ha duramente protestato e chiuso l'unico valico di frontiera ancora aperto. Nella capitale qualche centinaio di manifestanti ha protestato davanti all'ambasciata ebraica gridando «Israele brucerà strada per strada, città per città».

Non solo: uomini mascherati hanno teso un'imboscata nella penisola del Sinai uccidendo un ufficiale e due militari egiziani. Secondo l'esperto di anti-terrorismo Abdel Rahim Ali, fra le montagne del Sinai si nasconde Ramzi Mahmoud al-Mowafi, ex medico di Osama bin Laden ai tempi della guerra in Afghanistan. Al Mowafi è riuscito a scappare in gennaio da un carcere del Cairo, dove avrebbe dovuto scontare l'ergastolo, grazie al caos provocato dalla rivolta anti Mubarak. Sarebbe stato lui, il 2 agosto scorso, a dettare il comunicato che annunciava la nascita della cellula di «al Qaida nella penisola del Sinai».
Il confine fra l'Egitto e Israele era rimasto tranquillo fin dagli accordi di pace del 1979. Dopo la caduta di Mubarak il fianco sud dello Stato ebraico diventa un nuovo «fronte».
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