Israele verso le elezioni anticipate La Livni: non ho i numeri per governare

Crisi a una svolta, per Tzipi Livni meglio andare alle elezioni perché "Kadima può vincere". Ma i sondaggi danno in vantaggio il Likud guidato da Benyamin Netanyahu

Tel Aviv - Crisi politica israeliana a una svolta. La leader di Kadima Tzipi Livni incontra il capo dello stato Shimon Peres per informarlo di non aver potuto formare una nuova coalizione di governo, in sostituzione di quella guidata dal dimissionario Ehud Olmert: "Non ho i numeri". La decisione della Livni è giunta la scorsa notte, dopo aver constatato che non sarebbe riuscita nemmeno a dar vita ad un governo ristretto, con il sostegno dei laburisti e di alcuni partiti minori.

Kadima non è in grado di formare un governo, per cui non resta che porre fine alla legislatura con due anni di anticipo e indire nuove elezioni politiche nella speranza che dal voto emerga una Knesset più governabile di quella uscente. Queste le conclusioni amare, espresse oggi dalla leader di Kadima, Tzipi Livni, al capo dello stato Shimon Peres. Peres, che nei suoi 50 anni di attività politica ha seguito da vicino numerose burrasche fra i litigiosi partiti di Israele, ha accolto la giovane dirigente di Kadima con tono paterno. "Le elezioni in definitiva non sono una tragedia" ha commentato. 

Già venerdì il partito ortodosso Shas l'aveva informata che non sarebbe entrato in un governo guidato da lei. Ai compagni di partito la Livni ha detto oggi di aver ricevuto richieste "esorbitanti" dai partiti contattati per formare il nuovo esecutivo e di aver in definitiva preferito "gli interessi nazionali a quelli del partito". Al punto attuale sarà a suo parere necessario andare ad elezioni anticipate "da cui - ha assicurato - Kadima uscirà vincente", contrariamente alle previsioni dei sondaggi che vedono nettamente in testa il Likud di Benyamin Netanyahu.

Peres, secondo radio Gerusalemme, intende consultarsi con i dirigenti dei partiti maggiori. Secondo gli analisti la ipotesi più probabile è quella di uno scioglimento della legislatura (due anni prima del previsto) e la convocazione di nuove elezioni politiche in una data compresa fra la fine di gennaio e la metà di febbraio. In seno a Kadima, il principale partito di governo, infuriano già le polemiche. Da più parti la Livni viene accusata di non aver saputo gestire adeguatamente i contatti con i partiti candidati a far parte della sua coalizione. Nel frattempo il dimissionario Ehud Olmert resta alla guida del governo.