Israele al voto: duello tra Netanyahu e Livni

A Gerusalemme tornata elettorale per l'esecutivo. Il leader della destra testa a testa con il ministro degli Esteri in carica. Con l'incognita della rimonta dell'ultradestra di Lieberman

Gerusalemme - Destra e centristi allo scontro per il governo. Sono iniziate questa mattina le operazioni di voto in Israele, in un elezione che i sondaggisti prevedono sul filo di lana, con l’opposizione di destra di Benjamin Netanyahu che cerca di mandare a casa i centristi del ministro degli Esteri Tzipi Livni. La breve campagna elettorale è stata messa in ombra dall’offensiva israeliana contro militanti palestinesi a Gaza in gennaio. L’elemento chiave per gli elettori è chi sarà meglio in grado di garantire la sicurezza allo stato ebraico mentre le prospettive di pace sembrano al momento assai remote. Circa 5,3 milioni di persone sono chiamate alle urne in 9mila seggi elettorali. Poco l’entusiasmo da parte della popolazione, con il cattivo tempo ad aumentare le possibilità di una bassa affluenza.

La rimonta della Livni Il Likud di Netanyahu, in un primo tempo in chiaro vantaggio nei sondaggi, ha perso terreno a vantaggio della Livni nel corso dell’offensiva israeliana a Gaza durata 22 giorni e costata la vita a 1.300 palestinesi e 13 israeliani. Le due formazioni sono testa a testa negli ultimi poll. Il ministro della Difesa Ehud Barak, terzo candidato di rilievo, segue Netanyahu e Livni, anche se i consensi su di lui sono raddoppiati dalla guerra finita con una tregua dichiarata separatamente dalle parti il 18 gennaio. La corsa elettorale potrebbe essere determinata dai piccoli partiti e da come voteranno il 10-15% degli elettori ancora indecisi. "Il trend degli ultimi giorni segnala una lotta sul filo di lana", spiega il sondaggista Rafi Smith del Smith Research Centre. "Nessuno è chiaramente favorito".

Il ruolo dell'ultradestra L’esponente dell’ultra-destra Avigdor Lieberman, che potrebbe togliere voti a Netanyahu, ha visto aumentare la sua popolarità dopo che la guerra ha riportato prepotentemente la sicurezza al centro del dibattito politico. Il suo partito, Yisrael Beitenu, vuole un atteggiamento più duro con i palestinesi e sostiene i coloni in Cisgiordania. Gli israeliani voteranno i partiti, i seggi parlamentari saranno assegnati su base proporzionale in liste nazionali. Tradizionalmente, il leader del partito che ottiene più voti riceve l’incarico di formare il governo.