Istanbul, ricompare Ali Agca niente naia per l’ex terrorista

L’attentatore del Papa non si presenta in polizia ma all’ospedale militare, dove viene riformato per motivi di salute

Marta Ottaviani

da Istanbul

Non idoneo. Ieri pomeriggio una commissione medica del distretto militare di Gata, nella parte asiatica di Istanbul, ha deciso che il cittadino Ali Agca non può fare il militare. Un’altra bella vittoria, dopo la liberazione anticipata di giovedì scorso, per l'ex Lupo grigio e il suo avvocato Mustafa Demirbag. L'ex terrorista, che nel 1981 attentò alla vita di Papa Giovanni Paolo II e che nel 1979 assassinò Abdi Ipecki, direttore del quotidiano Milliyet, è stato riformato perché giudicato çürük, che in turco può significare «non idoneo» ma anche «marcio». Sarà forse per questo motivo che il suo legale si è affrettato a fornire alla stampa la sua versione, decisamente diversa: il suo assistito salterà la leva a causa dei cinque anni trascorsi nelle carceri turche, che avrebbero minato in modo irrimediabile la sua salute.
L'unica cosa certa, fino a questo momento, è che Agca sembra averla spuntata ancora. Neppure ieri mattina si è presentato al commissariato di polizia di Çamçesme per firmare il registro delle persone in libertà vigilata, facendo montare su tutte le furie il governatore del distretto di Istanbul, Muhammar Güler, mentre intorno all'ora di pranzo è arrivato al distretto militare sulla solita Mercedes bianca, con il volto incappucciato. Un desiderio di privacy che sembra contrastare con la notizia pubblicata domenica dal quotidiano di centro destra Sabah, secondo cui l'ex terrorista starebbe per rilasciare un’intervista in esclusiva per la cifra considerevole di un milione di dollari.
Chi sembra poco interessato al fatto se Agca sia realmente fuori di testa o meno e come su abbia intenzione di assicurarsi la vecchiaia è il ministro della Giustizia Cemil Çiçek, che proprio questa mattina presenterà ufficialmente il ricorso in Cassazione. Per lui in questo momento l'unica cosa importante è chiarire le dinamiche che hanno portato alla scarcerazione anticipata dell'ex terrorista, una decisione inaspettata che ha causato non pochi imbarazzi al governo Erdogan. In un intervento televisivo formale quanto prudente Çiçek ha fatto sapere che presenterà il ricorso per appurare se, per caso, vi siano stati errori nel calcolo nella valutazione dello sconto della pena di Agca. Il ministro ha ripetuto più volte che la sua era una scarcerazione condizionata, sottolineando però che le autorità politiche non possono in alcun modo interferire con le decisioni di quelle giudiziarie.
Intanto fra la stampa di tutti gli schieramenti politici cresce l'allarme. Oggi Cumhuriyet, principale quotidiano dell'opposizione moderata, ha scritto che «il sistema protegge Ali Agca», sostenendo che l'ex terrorista è stato liberato perché qualcuno ha mantenuto le vecchie promesse. Chi sia quel qualcuno nessuno osa dirlo. Forse perché è troppo pericoloso, o forse perché nessuno vuole vedere riaffiorare dal passato certi fantasmi.