Istanbul, scontri per il 1° maggio: 530 arresti, 38 feriti

La polizia turca è intervenuta a più riprese per disperdere i manifestanti chiamati dai
sindacati a sfidare il divieto di celebrare a piazza Taksim la Festa del
lavoro

Istanbul - Primo maggio violento a Istanbul. La polizia ha disperso con gas urticante e idranti una manifestazione dei sindacati non autorizzata, cui avevano aderito migliaia di lavoratori. Il governatore della città, Muammer Guler, ha riferito di 530 persone arrestate durante i disordini scoppiati mentre un corteo si accingeva a muovere verso piazza Taksim, luogo simbolo nel cuore di Istanbul.

Trentotto i feriti, tra cui otto poliziotti. Il governatore, in una conferenza stampa trasmessa dalla televisione di Stato, ha respinto l’accusa di avere autorizzato un uso eccessivo della forza. I problemi sono iniziati di primo mattino, quando le forze di sicurezza hanno sparato candelotti di lacrimogeno negli uffici del "Disk", il principale sindacato di sinistra, nel quartiere di Sisli, distante pochi chilometri da piazza Taksim, dove era riunito il direttivo e mentre fuori dall’edificio si era già creato un cospicuo assembramento di lavoratori.

Per sfuggire alla carica della polizia, centinaia di persone si rifugiavano all’interno del palazzo e affacciate alle finestre gridavano "Uniti contro i fascisti". Tra i dimostranti molti a volto coperto hanno attaccato la polizia a sassate, mentre per l’effetto del gas lacrimogeno cadevano a terra diversi passanti e giornalisti. Le autorità locali avevano vietato ai manifestanti piazza Taksim dicendo che avevano ricevuto indicazioni dai servizi segreti di possibili provocazioni di gruppi estremistici.

Ma i sindacati aveveno insistito per quel tragitto per commemorare i 34 uccisi in quella piazza durante la manifestazione del primo maggio del 1977. Gli scontri si sono estesi in diversi altri punti del centro cittadino e dopo cinque ore di guerriglia urbana i dirigenti sindacali hanno cancellato il corteo, ma denunciato la politica repressiva del governo del premier Recep Tayyip Erdogan. "Istanbul è stata trasformata in una prigione e per fermare le celebrazioni del primo maggio sono stati usati metodi di inimmaginabile violenza", ha detto il presidente del Disk, Suleyman Celebi.