Istat, deficit al 4,4% in settembre

da Roma

Il deficit del primi nove mesi, rileva l’Istat, ha toccato il 4,4% del Pil: un dato che si avvicina molto all’obiettivo del 4,3% concordato con Bruxelles, ma che egualmente offre spunti polemici al centrosinistra. Il dato finale dovrà tener conto delle manovre aggiuntive del governo, ma anche delle entrate fiscali che si concentrano tra la fine di novembre e i primi di dicembre. E del resto, considerando il solo terzo trimestre 2005, l’Istat evidenzia un deficit del 3,7% contro il 4,2% dello stesso periodo 2004. Migliora, sempre nel terzo trimestre, anche l’avanzo primario, che tuttavia nei primi nove mesi del 2005 segna un risicato + 0,5% del Pil, contro l’1,3% dello stesso periodo 2004. Senza alcune operazioni di swap, il rapporto deficit-Pil dei primi nove mesi sarebbe stato pari al 4,6%.
Di fronte a queste cifre, l’opposizione va all’attacco, e l’ex ministro del Tesoro Vincenzo Visco (Ds) si spinge a dire che i dati dell’Istat testimoniano la «catastrofe» dei conti pubblici. «L’Istat ci riporta bruscamente alla realtà», aggiunge Linda Lanzillotta, della Margherita. In realtà, tutti gli economisti sono di avviso opposto. «Prudenza nei commenti - avverte Riccardo Deserti, amministratore delegato di Nomisma, l’istituto bolognese vicino a Romano prodi -: i primi nove mesi sono peggiorati, ma l’ultimo trimestre è migliore». Secondo Salvatore Parlato, di Ref (Ricerche economia e finanza), «i dati sembrano coerenti con l’obiettivo del governo di un rapporto deficit-Pil del 4,3% a fine 2005». Anche per gli economisti di Mps Finance, l’obiettivo del governo appare «a portata di mano».
Quel che è davvero importate, secondo il Fondo monetario internazionale, è che fino alle elezioni del 9 aprile il governo italiano mantenga sotto controllo la spesa pubblica. «Le priorità del prossimo governo - aggiunge il portavoce del Fmi, Tom Watson - dovranno essere il consolidamento di bilancio e le riforme strutturali, per migliorare la flessibilità e la competitività dell’economia italiana». Il Fmi apprezza inoltre l’approvazione della legge sul risparmio e la nomina di Mario Draghi a governatore della Banca d’Italia. Si tratta di due passaggi che, secondo il Fondo monetario, «restituiranno credibilità del sistema finanziario nazionale».