Istat, inflazione al 3,3% Alimentari alle stelle

Variazione dello 0,1% dell’indice nazionale dei
prezzi al consumo. A correre sono soprattutto gli alimentari: picco della pasta (+18,6%). Rincari su casa e combustibili

Roma - Sulla base dei dati pervenuti, l’Istituto nazionale di statistica stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), relativo al mese di aprile 2008, presenti una variazione di più 0,1 per cento rispetto al mese di marzo 2008 e una variazione di più 3,3 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Sono i beni alimentari a spingere l’inflazione: il capitolo degli alimentari registra un aumento pari allo 0,5% rispetto a marzo e del 5,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. A correre sono soprattutto i prezzi dei prodotti lavorati, con un picco della pasta che ha segnato un rialzo del 18,6% su base tendenziale.

Rincari su casa e combustibili In base alla stima provvisoria, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) registra nel mese di aprile una variazione di più 0,5 per cento rispetto al mese precedente e una variazione di più 3,5 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Sulla base dei dati finora pervenuti gli aumenti congiunturali più significativi dell’indice per l’intera collettività si sono verificati per i capitoli abitazione, acqua, elettricità e combustibili (più 1,2 per cento), prodotti alimentari e bevande analcoliche, servizi ricettivi e di ristorazione (più 0,5 per cento per entrambi), bevande alcoliche e tabacchi e mobili, articoli e servizi per la casa (più 0,2 per cento per entrambi).

Le spese sanitarie Si sono registrate variazioni nulle nei capitoli Servizi sanitari e spese per la salute e Istruzione. Variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli trasporti, comunicazioni (meno 0,3 per cento per entrambi), ricreazione, spettacoli e cultura (meno 0,2 per cento) e altri beni e servizi (meno 0,1 per cento). Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli abitazione, acqua, elettricità e combustibili (più 5,8 per cento), Ppodotti alimentari e bevande analcoliche (più 5,5 per cento) e trasporti (più 5,1 per cento). Variazioni tendenziali negative si sono verificate nei capitoli sulle comunicazioni (meno 2,7 per cento) esui servizi sanitari e spese per la salute (meno 0,3 per cento).

Alimentari alle stelle Gli aumenti congiunturali hanno riguardato sia i prodotti lavorati sia i prodotti non lavorati. Per quanto riguarda i rialzi tendenziali, la corsa dei prezzi è guidata soprattutto dai prodotti lavorati, che hanno messo a segno un incremento del 5,9% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso; i prodotti non lavorati hanno invece registrato un aumento del 4,8%. In accelerazione pane e cereali (10,6% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso); in particolare il pane ha registrato un aumento del 13,1%, la pasta un rialzo del 18,6%. Latte formaggi e uova hanno registrato un +8,3%, con la punta del 10,8% per il latte. La frutta ha messo a segno un incremento del 6,3%. Segnale in controtendenza, sottolineano i tecnici dell’Istat per quanto riguarda invece la carne con un lieve rallentamento del tasso tendenziale (3,7%); all’interno del comparto, il pollame ha segnato un negativo dello 0,3% congiunturale e un rialzo del 5,4% tendenziale.