Istat: nell'ultimo anno non è cresciuta la spesa delle famiglie

"Nell'ultimo anno la spesa delle famiglie ha registrato una crescita nulla - ha dichiarato il presidente dell'Istat durante l'audizione sul Dpef - tuttavia si riducono i timori di una fase recessiva"

Roma - Allarme per l’impatto dell'inflazioni sulle spese familiari. “Nell’ultimo anno la spesa delle famiglie, valutata in termini reali, ha registrato una crescita pressochè nulla” e l'evoluzione delle vendite al dettaglio è rimasta pressochè stagnante, lo ricorda, durante l'audizione sul Dpef il presidente del’Istat, Luigi Biggeri.

Debolezza, non recessione Più in generale Biggeri ha sottolineato come nel primo trimestre 2008 il Pil sia cresciuto a un ritmo congiunturale dello 0,5%, recuperando per intero la contrazione dello 0,4% che si era registrata nel trimestre precedente. "Il pronto superamento dell’episodio di caduta dell’attività produttiva manifestatasi alla fine del 2007 costituisce un segnale positivo che riduce di molto la portata dei timori relativi al rischio dell’avviarsi di una fase recessiva per l’economia italiana". Questo anche se "posta a confronto con la dinamica dell’insieme dell’area euro la recente evoluzione dell'attività del nostro paese risulta particolarmente debole". Sul fronte interno Biggeri segnala che “l’'voluzione della domanda è rimasta, all'inizio di quest’anno, quasi stagnante" confermando “il persistere di condizioni non favorevoli ad una duratura accelerazione della crescita”.

Speculazioni Un fenomeno “preoccupante” che proviene anche da fenomeni “speculativi Internazionali”, prosegue il presidente dell’Istat Luigi Biggeri, intervenuto davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sul Dpef. “Le tensioni inflazionistiche - continua Biggeri - sono state alimentate in maniera prevalente dalla forte dinamica dei prezzi dei prodotti energetici e di quelli alimentari, imputabili, verosimilmente, soprattutto ad effetti di struttura produttiva e di fattori speculativi internazionali”. Quindi Biggeri spiega che “uno degli sviluppi più preoccupanti dell’attuale quadro macroeconomico italiano ed internazionale è costituito dall’aumento dell’inflazione determinata dagli effetti degli impulsi provenienti dai prezzi delle materie prime”. Gli attuali andamenti dei prezzi “dovranno essere attentamente monitorati poichè hanno avuto e potranno avere un impatto forte sulla competitività delle imprese e sul potere di acquisto delle famiglie, con importanti risvolti anche dal punto di vista sociale”.