«Isterimovic», fenomeno o problema?

Capello l’ha difeso, ma il club lo ha multato. Lo svedese ha una lista di vittime: da Cordoba a Totti, da Ballack a Cribari. E l’occhio di Zebina...

Alessandro Parini

da Torino

Suo papà ama la boxe. Lui ha praticato il taekwondo perché, dice, «mi ha aiutato a essere snodato». Perché sia sempre così irascibile, però, non lo ha mai spiegato. Lui è ovviamente Zlatan Ibrahimovic, “Isterimovic” per i nemici. A Roma, due sere fa, altra puntata: fallo di Nedved su Totti, il capitano giallorosso cade per terra, lo svedese vede il pallone a portata di calcio e lo indirizza sulla zucca del Pupone. Da lì in poi, rissa con Dacourt e rosso per entrambi. Capello ha difeso il suo giocatore invocando “protezione”: difficile la ottenga, almeno fino a quando non sarà lo stesso Ibra a mostrare buona volontà nel cambiare atteggiamento. Il giocatore, recidivo, è stato multato. In casa Juve si sono arrabbiati per il fallo di Nedved che ha dato il via alla gazzarra. Non è in ogni caso una novità che lo svedese sia dotato di temperamento da vendere. Il problema è che la sua voglia di non mollare mai trascende in atteggiamenti censurabili. Come minimo, è simpatico a pochi. Il 3 ottobre 2004, per esempio, rifilò una testata al difensore dell’Udinese Cribari spedendolo a terra. E il 20 aprile scorso, durante Juve-Inter, reagì alle provocazioni di Mihajlovic con un accenno di testata per poi rispondere a un “abbraccio” di Cordoba con un pestone che lo portò a essere squalificato per tre turni grazie alla prova tv. Grande, grosso, talentuoso e irriverente: questo è Ibrahimovic. Preso di mira dagli avversari. Quasi istigato, provocato, invitato a reagire. Lui si definisce «svedese per la calma e la pacatezza nell’affrontare certe situazioni; croato per la passione, la genialità, il gusto della vita».
Il problema è che, in campo, la glacialità tipicamente nordica emerge di rado. C’è una situazione pericolosa all’orizzonte? Ibra ci si infila di mezzo, pochi dubbi. Il 2 novembre, contro il Bayern, si prese un giallo per un intervento da dietro su Ismael, poi il rosso per un fallo di reazione su Ballack. E l’occhio rosso di Zebina? Ancora lui protagonista, a causa di una discussione in allenamento. Dicono sia l’erede di Van Basten, per alcune movenze simili e l’eleganza di certe giocate: il comportamento dell’olandese, però, era ben altro.