Istituti sorvegliati, Penati dice sì e scarica Prc

Il presidente sconfessa la sinistra radicale Barzaghi: «Controlli? Pericoso precedente»

Agenti in borghese davanti alle scuole, anche Filippo Penati dice «sì». Un «sì» che sconfessa la sinistra radicale, quella che lo sorregge a Palazzo Isimbardi e che, parola dell’assessore Giansandro Barzaghi, aveva definito «inammissibile» la decisione del Comune di impegnare poliziotti in pensione e senza armi fuori dagli istituti scolastici più a rischio.
Ennesimo strappo dell’inquilino di via Vivaio che, tra l’altro, coglie l’occasione per spingersi oltre: «Condivido profondamente qualsiasi azione diretta a contrastare l’illegalità e a garantire la sicurezza nel territorio». Penati sa che le parole sono pietre e sa che quel virgolettato messo nero su bianco in una nota stampa è per i pasdaran di Rifondazione, Comunisti italiani, Verdi e Sinistra democratica un uppercut. Un micidiale gancio che atterra quelli della «cosa rossa»: undici consiglieri e quattro assessori provinciali che sognano di controllare politicamente le scelte dell’amministrazione provinciale.
Penati, naturalmente, non ha alcuna intenzione di scendere a patti con quelli della «cosa rossa» e, fanno sapere da Palazzo, lo dimostrerà nei fatti anche tra qualche giorno quando si tratterà di rinnovare il cda di Asam. Nel consiglio d’amministrazione uscente c’era un consigliere in quota a Rifondazione che, su ordine del partito, si è ben guardato dal rassegnare le dimissioni nonostante fossero state sollecitate dall’entourage di Penati. «Difficile che Rifondazione possa quindi avere ancora un membro e poi in un cda che, per legge, viene ridotto» notano da via Vivaio.
Strappo che si consuma quotidianamente, mentre Penati rimarca la disponibilità «alla pronta collaborazione con genitori, scuole, Istituzioni e forze dell’ordine per mettere in campo tutte le azioni efficaci a prevenire e contrastare situazioni di pericolo per i nostri figli».