Un istituto della moda «elevato» al cubo

Si chiude in bellezza la settimana della Moda. Eccellenza del made in Milan che la pubblica amministrazione sostiene: questa la filosofia di Palazzo Marino che proprio ieri, nell’ultimo giorno delle sfilate, ha deliberato in giunta un finanziamento di due milioni di euro per la creazione del Fashion Institute of Milan. E la moda all’ombra della Madonnina è una realtà forte, che si palesa sì solo in occasione delle sfilate, ma che costituisce parte integrante del sistema produttivo. «In città sono 12mila le imprese di settore - ha ricordato ieri il sindaco Moratti - con 800 show room e un fatturato che rappresenta il 9,3% delle esportazioni nazionali. Questo grazie anche alle 14 scuole in città che vantano in tutto 6mila studenti, la metà dei quali stranieri».
Il Fashion Institute dunque prenderà anche (una) forma: un cubo trasparente, che sorgerà nel quartiere Garibaldi-Repubblica, non appena sarà concluso il grande intervento di trasformazione urbana di Porta Nuova. Nell’istituto della moda, firmato da Pierluigi Nicolin, infatti, avranno sede le sfilate e le esibizioni dei giovani stilisti, mentre le scuole saranno nel sottosuolo per permettere agli studenti una concentrazione «quasi monacale» scherza Nicolin. «Il cubo trasparente, che copre circa 10mila metri quadrati - ha spiegato il progettista - permetterà uno scambio teatrale con la città». Qui avranno sede i corsi di alta formazione di Iulm, Cattolica, Bocconi, Politecnico nei settori dell’organizzazione, commercializzazione, internazionalizzazione, posizionamento competitivo, ma anche un laboratorio per la formazione di tecnici e di figure professionali importantissime per la filiera della moda. Non solo, i due milioni di finanziamento serviranno anche a potenziare l’incubatore delle nuove imprese, che altro non è che il futuro della moda italiana. «Oggi - ha commentato Mario Boselli, presidente della Camera nazionale della moda italiana - è una bella giornata per la Camera della moda, perché grazie alla collaborazione preziosa del Comune, può rinnovare e sviluppare il progetto dell’Incubatore della moda. Un’iniziativa a favore delle giovani imprese del settore che nella sua prima edizione ha riscosso un grande successo e che rappresenta un segnale concreto e un passaggio importante per il futuro della moda italiana che deve guardare ai giovani». Anche ricerca nel progetto del Fashion Instute, soprattutto nel settore dell’high tech e della ricerca di nuovi materiali. Per fare ricerca servono però anche i fondi: ecco che il Fashion Institute avrà anche il compito di coordinare e promuovere progetti di ricerca per ottenere ulteriori finanziamenti. Non si può parlare di innovazione e futuro senza citare il futuro portale della moda, la realizzazione di una biblioteca digitale di settore, che connetta anche le rete storica di archivi e dei musei pubblici e privati, una rete per la raccolta dei trend internazionali e per progetti di formazione per addetti ai lavori.
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