Le istituzioni leggono il Giornale e intervengono

(...) ma anche per registrare formalmente l’impegno preso.
Una casa «oltre»

la legge
Due ragazzi di 11 e 17 anni non hanno vissuto ieri un secondo, gravissimo trauma dopo la perdita della madre, tra l’altro sotto gli occhi della figlia più grande. Lo sfratto esecutivo in programma non è stato effettuato dall’ufficiale giudiziario. Avrebbe automaticamente comportato anche l’affidamento dei due ragazzi a due diverse comunità, e quindi la loro separazione dal padre. Ieri mattina il signor Attilio Ciurcina, padre di famiglia disoccupato, ha aperto ai vigili e all’ufficiale giudiziario. Ma non ha dovuto lasciare l’appartamento di via Novella. Ha mostrato il secondo articolo del Giornale, e il funzionario lo ha letto, facendo però sapere di essere già al corrente della situazione. L’assessore comunale alle Politiche della Casa, Bruno Pastorino, era già intervenuto. Aveva già dato disposizione di valutare il caso con «le dovute cautele». E così, pur di fronte a una situazione non regolare, all’uomo, disoccupato e con problemi di salute, è stata concessa una proroga. Se ne riparlerà a settembre. Nel frattempo Ciurcina dovrà andare all’Arte, farsi ricalcolare il «debito», chiedere una dilazione per i pagamenti, ottenere un prestito dal fondo antiusura, impegnarsi a trovare un lavoro e a cominciare a pagare il dovuto. Una soluzione di buon senso.
Non solo

inaugurazione
Il Giornale aveva denunciato l’incomprensibile situazione di una casa accoglienza per 16 persone con gravi disabilità. L’associazione «Fadivi», che riunisce famiglie di portatori di handicap, aveva organizzato un’autotassazione di circa 15mila euro a testa, aveva ottenuto fondi pubblici e realizzato questa struttura in via Tonale a Cornigliano. Il 28 marzo, in pieno periodo preelettorale, aveva accettato di inaugurarla con il presidente della Regione Claudio Burlando e l’assessore alla Sanità Claudio Montaldo. Un’inaugurazione «finta», di cortesia verso i politici alle prese con le amministrative. La casa era in realtà una scatola vuota. Mancavano autorizzazioni dalla stessa Regione. La denuncia è stata notata. Ieri lo stesso Caludio Burlando ha voluto vederci chiaro e ha risposto al Giornale. Il segretario generale della Regione si è informato, ha confermato che i problemi effettivamente ci sono e che «la documentazione risulta incompleta, che sono state richieste integrazioni». Comunque «considerata la particolare tipologia di pazienti, la Commissione di accreditamento ha attivato procedure d’urgenza per cui sono state previste verifiche in loco per il 5 luglio e Commissione definitiva il 10 luglio, data entro la quale, se la situazione risulterà regolare, verranno trasmessi gli atti al Dipartimento per la formalizzazione dell’accreditamento con delibera di giunta». Due settimane per mettere tutto a posto.
Il «Piave»

dei fanti
Sul Giornale è uscita appena ieri la lettera che il Demanio aveva mandato alle associazioni di reduci e combattenti una lettera di richiesta arretrati per l’affitto della sede. Cifre tra i 13mila e i 52mila euro ad associazione, per una ministanzetta occupata da sempre alla «Casa del soldato» di Sturla. La lettera minacciava anche il recupero coatto dei crediti se entro il 31 luglio i debiti non fossero stati saldati. Ieri mattina Gianni Plinio, capogruppo di An in Regione, non ha perso tempo. Si è subito attivato, mettendo anche da parte la sua proverbiale aggressività politica. Troppo importante e assurda la situazione, per metterla sul piano dello scontro. Così si è rivolto subito all’assessore socialista alla Cultura Fabio Morchio, proponendogli un compromesso, anzi un armistizio storico. E Morchio non ha impiegato un solo istante a capire e recepire la situazione. «Date le circostanza sono pronto a ricevere i rappresentanti delle associazioni e a intervenire presso il Demanio per provare a fermare la procedura - sottolinea subito l’assessore -. Credo che lo Stato debba adottare un metro diverso rispetto ad altre, doverose, situazioni di recupero di canoni di concessione». Detto, fatto. L’appuntamento dall’assessore è già fissato per martedì, con Gianni Plinio e Antonio Sulfaro, presidente dei Volontari di guerra.
Il sostegno

a scuola
Ieri lo spazio concesso alla protesta di insegnanti e familiare di studenti disabili non erano poche righe di circostanza. Il Giornale ha riservato lo spazio più forte, l’«apertura» dell’edizione di Genova alle preoccupazioni di chi protestava contro il governo Prodi che ha reso quasi impossibili le procedure per ottenere il riconoscimento di invalidità dei ragazzi e quindi anche l’insegnante di sostegno in classe. Ieri, a stretto giro di comunicati, arriva in redazione una nota della Regione. Gli assessori Massimiliano Costa e Claudio Montaldo annunciano: «Semplificate le procedure per attestare la disabilità degli alunni e ottenere insegnanti di sostegno». Nello specifico: «Basterà la documentazione sanitaria. Lo ha stabilito una delibera della giunta». Ci eravamo sognati tutto? Macché. «La Regione modifica il decreto del governo che affidava l’accertamento alle commissione per l’invalidità civile».
Quattro successi in tre giorni. E tanta soddisfazione.