IsWhat?! Tre sassofoni per Aperitivo

Archie Shepp, sax tenore e soprano fra i più importanti e significativi della storia del jazz, ritorna a Milano lunedì alle ore 21 al Teatro Manzoni per iniziativa di Aperitivo in Concerto, nell'ambito del sestetto «Iswhat?!» di Napoleon Maddox (human beat box, electronics) che comprende Oliver Lake sax alto, Cheme Gastelum sax tenore, Joe Fonda contrabbasso, Hamid Drake batteria. Nello scorso maggio Shepp ha festeggiato i suoi settant’anni. Ricorda bene che arrivò a Milano per la prima volta nel 1967. «Avevo trent’anni» dice senza un'ombra di nostalgia. Tiene piuttosto a sottolineare che allora egli era una sorta di alfiere della «musica-fucile» dei neri degli Stati Uniti. Con la voce corrosiva del suo sax tenore sollecitava l'opposizione del popolo di colore all'establishment dell'epoca. «Partecipai a un'edizione del festival del jazz di Milano che si tenne nei dintorni, in una bella città sulle sponde di un lago, mi pare che si chiamasse Lecco, dico bene? La mia serata cominciò con il gruppo di Miles Davis, poi suonai io che scatenai con la mia musica applausi clamorosi e proteste violente. Fra gli spettatori scoppiarono litigi tremendi, fu una cosa bellissima. Ma non rimpiango quei tempi. Adesso suono in un modo diverso, più meditato e tranquillo, se posso usare questi aggettivi. Ogni generazione, anzi ogni decennio, vorrei dire, ha le sue caratteristiche e il suo modo di intervenire sulla realtà. Ma nel profondo dell'animo io non mi sento cambiato». E ogni tanto, aggiungiamo noi, la voce corrosiva del cantore si fa sentire ancora. Comunque, ancora a proposito dello stile «più meditato e tranquillo» di Shepp, il concerto di dopodomani potrebbe riservare delle sorprese. Nella front line di tre sassofoni c’è Oliver Lake, che trent’anni fa partecipò alla fondazione del World Saxophone Quartet del quale fa parte tuttora, e di lui non si può certo dire che sia una voce «tranquilla» del jazz contemporaneo. Ma soprattutto si deve riflettere sulla personalità di Napoleon Maddox, 34 anni, nativo di Springfield nel Massachusetts e cresciuto a Cincinnati nell'Ohio. È lui il direttore di Iswhat?!: e si devono tenere presenti i suoi successi come poeta ed improvvisatore nel rap e nello hip-hop, che Maddox ama proporre in modo acustico e con la collaborazione, appunto, di illustri solisti di jazz. Osserva Gianni Gualberto nel programma di sala: «Se l'impegno politico e ideologico di Napoleon Maddox ha la stessa intensità dei suoi precursori, la sua capacità di collegare il rap e l'hip-hop all'intero spettro culturale afro-americano lo rende ancora più originale e profondo come artista». Ecco dunque l'importanza e il significato del suo rapporto con musicisti come Shepp e Lake.
Iswhat
lunedì ore 21
teatro Manzoni