Italcementi compra Fuping per 70 milioni di dollari

da Milano

Italcementi continua la sua marcia verso Oriente: attraverso la controllata Ciments Français, sbarca in Cina e acquista il 100% della Fuping Cement per 70 milioni di dollari.
Soddisfatto l’ad Carlo Pesenti: «L’area in cui abbiamo effettuato l’investimento - dice al Giornale - si presenta fra quelle a maggiore potenzialità di crescita in Cina. Secondo i progetti di sviluppo governativo Go West, in questa zona del Paese si svilupperà il polo industriale aeronautico cinese, dove troveranno sede le più importanti compagnie del settore. Nei progetti del governo, Xian, la capitale della provincia, sarà destinata a ospitare la National aviation base, diventando di fatto quello che per gli Usa è Seattle».
Da sola, la Cina rappresenta circa la metà del mercato mondiale del cemento con significative potenzialità di ulteriore crescita. Secondo le stime del governo di Pechino, la produzione di cemento crescerà da 1,06 miliardi di tonnellate del 2005 a 1,25 miliardi nel 2010. E in particolare, «nella provincia di Shaanxi, dove risiedono circa 37 milioni di persone - prosegue Pesenti - si attende un forte impulso nel consumo di cemento, attualmente fermo a circa 600 kg pro capite contro gli 800 di media dell'intero Paese».
Fuping Ciment, che occupa oltre 300 dipendenti, grazie all’impianto avviato nel giugno 2006 ha una capacità produttiva annua di 1,7 milioni di tonnellate di clinker, con una capacità di macinazione di 2 milioni di tonnellate di cemento. Ma per Italcementi è solo l’inizio: «La nostra strategia di possibile ulteriore crescita - dice l’amministratore delegato - si svilupperà attraverso accordi di joint venture con partner locali nell'ottica di ottenere la leadership in aree geografiche del Paese. Questo non escluderà comunque, nel caso si presentassero significative opportunità, eventuali acquisizioni. Con lo sbarco in Cina, che si aggiunge ai progetti già annunciati in India e in Kazakhstan, la capacità produttiva nell'area si incrementerà, rispetto al 2006, di circa 5 milioni di tonnellate all'anno, a circa 19 milioni di tonnellate».