Italcementi, cresce l’utile Pesenti guarda all’Asia

«Il gruppo intende espandersi nel Medio e nell’Estremo Oriente». I ricavi consolidati salgono a quota 5 miliardi, profitti più 16%

da Milano

Il gruppo Italcementi ha chiuso l’esercizio 2005 con risultati in crescita. L’utile netto consolidato è stato di 540,6 milioni di euro (+16,2%) e all’assemblea del 13 aprile sarà proposto un dividendo di 0,33 euro (+10%) per le ordinarie e di 0,36 euro (+9,1%) per le risparmio. Nel 2006 il gruppo si attende una stabilizzazione dei mercati maturi e un forte incremento delle vendite nei mercati emergenti che «dovrebbero consentire un miglioramento del risultato operativo del gruppo». Cresciuti nel 2005 anche i ricavi consolidati che hanno sfiorato i 5 miliardi (+10,4%) grazie alla crescente presenza in Egitto ed è aumentato il margine operativo lordo che ha raggiunto 1,13 miliardi (+3,7%). L’Egitto si è rivelato un ottimo investimento grazie ai contenuti costi di produzione: sia per energia sia per costo del personale. In flessione del 3% circa il risultato operativo, pari a 765,8 milioni. L’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre risultava pari a 2,215 miliardi, in relazione agli importati investimenti finanziari e industriali che hanno caratterizzato il 2005, destinati al rafforzamento della struttura del gruppo. Ma anche per l’anno in corso è prevista un importante mole di investimenti: non escluse nuove acquisizioni e il ricorso dunque al maggior indebitamento.
«Nei prossimi dieci mesi esamineremo con attenzione la Cina come un obiettivo di sviluppo» ha detto ieri l’amministratore delegato Carlo Pesenti. «Cercheremo di crescere sempre più nei mercati emergenti», ha spiegato. «La Cina è già uno dei principali mercati di cemento nel mondo, non possiamo ignorarlo». Nell’Estremo Oriente Italcementi ha attualmente una posizione a Pechino ed è presente in Thailandia. Deciso incremento delle vendite in India (+14%). Inoltre, «il Medio Oriente potrebbe rappresentare una buona opportunità», ha aggiunto Pesenti. Progressi significativi si sono registrati in Turchia (+12,9%), in Marocco, ma soprattutto in Egitto, dove i volumi di vendita, sostenuti dalla domanda locale, sono cresciuti del 22,1%. Più 0,49% a 17 euro il titolo in Borsa.