Italcementi lancia un’Opa in Kuwait

Attraverso la sua controllata egiziana annuncia un’offerta per il 51% di Hilal Cement

da Milano

Italcementi prosegue la sua espansione in Medio Oriente. E lo fa usando la controllata egiziana, che rappresenta uno degli elementi essenziali in una strategia complessiva sempre più fondata sull’espansione nel sud del Mediterraneo e nel Mar Persico.
Ieri il gruppo presieduto da Giampiero Pesenti ha infatti annunciato di aver lanciato attraverso Suez Cement Company un’offerta di acquisto su Hilal cement company, in Kuwait. Al termine dell’operazione il gruppo di Bergamo controllerà il 51% del capitale della società, che è quotata alla Borsa locale. L’offerta, già autorizzata dal Kuwait stock exchange, prevede il pagamento di 0,76 dinar (circa 2,6 dollari americani) per azione, a fronte di una valutazione di circa 89 milioni di dollari per l’intera società.
Hilal Cement, che nel 2006 ha registrato un fatturato di circa 65 milioni di dollari e un margine operativo lordo pari a 13,5 milioni, gestisce due terminal situati nel sud dell’Emirato, con una capacità complessiva di circa un milione di tonnellate all’anno. «In Kuwait il settore del cemento prevede per i prossimi anni un significativo tasso di crescita del mercato - spiega una nota del gruppo - con interessanti sviluppi anche nell’integrazione a valle dell’attività del calcestruzzo». L’Emirato ha un problema: non dispone di materia prima per la produzione di cemento. Non a caso, l’unico impianto a ciclo completo presente nel Paese, che appartiene a un concorrente di Hilal, deve fare ricorso a importazioni di materiali dai Paesi vicini, con relativo impatto sui costi di produzione. Italcementi ha invece scelto di puntare su Hilal, terza azienda con una quota del 17% del mercato kuwaitiano, che parte come minimo dal semilavorato: da qui, la centralità dei terminal per l’importazione della materia grezza. Gli investitori hanno mostrato apprezzamento per questa offerta: il titolo ordinario di Italcementi al mattino ha aperto in rialzo dell’1,54%, per poi chiudere la giornata a 17,51 euro, in crescita dell’1,26 per cento. Dopo il recente ingresso in Cina, sancito dall’acquisizione di Fuping Cement, l’operazione annunciata ieri, nella quale l’advisor è stato Swicorp, ha permesso alla società della famiglia Pesenti di essere operativa in 21 Paesi.
Peraltro il gruppo lombardo, nell’ambito del piano di buy back deliberato dall’assemblea degli azionisti del 18 aprile scorso, ha acquistato, tra il 13 e il 17 agosto, 25 mila azioni ordinarie a un prezzo medio di 17,09 euro, per un importo complessivo di circa 427 mila euro e pari allo 0,01% del capitale sociale. Quindi, Italcementi possiede il 2,13% del proprio capitale ordinario.