Italease a un passo da Banca Sai

Entro domani l’accordo. Coppola: «Con Faenza rapporti solo di lavoro». E il titolo corre (+10%)

da Milano

Italease è a un passo dall’ingresso in Banca Sai: questa settimana l’amministratore delegato Massimo Faenza dovrebbe, infatti, chiudere l’accordo con Fondiaria per rilevare il 50% della controllata. L’esito sarà una joint venture che consentirà a Italease, cui dovrebbe comunque fare capo sia la governance sia un’opzione per salire al 70% del capitale, di espandere le proprie attività nel credito al consumo (Finitalia) e nel settore della banca telematica.
L’operazione, che segue di qualche mese l’acquisizione di Leasimpresa da Popolare Verona-Novara, segnerà la piena ripresa delle attività del gruppo milanese dopo il rincorrersi dei timori su un possibile coinvolgimento dello stesso Faenza nelle vicende giudiziarie di Danilo Coppola. Il numero uno di Italease aveva già smentito «in modo fermo e categorico», ma ieri si è aggiunta anche la smentita della famiglia dell’immobiliarista che ha sottolineato come i rapporti con Faenza non siamo «mai andati al di là» di quelli di lavoro e come nessuno «abbia mai insinuato alcunché». Il riferimento è a una intercettazione di un colloquio avvenuto nel carcere di Regina Coeli tra Coppola e la moglie Silvia Necci. La precisazione ha riportato il sereno anche in Piazza Affari dove ieri Italease, dopo un avvio in rosso, ha messo a segno un progresso del 9,5% a 44,34 euro. Guadagno con cui Italease ha recuperato parte del terreno perduto nei giorni precedenti: martedì il titolo era stato sospeso al ribasso.
Il gruppo, che ha oltre 20 miliardi di impieghi, è esposto verso Coppola per 66,1 milioni, di cui 51,3 milioni per il leasing immobiliare di Ipi e 14,8 milioni per il settore nautico. Senza contare che l’esposizione verso Ipi è relativa a uno stabile ex Enel affittato dallo stesso gruppo, precisano da Italease rimarcando che l’operazione era stata avviata da Bipielle Leasing poi acquisita lo scorso giugno da Italease. A impensierire le sale operative erano tuttavia alcuni passaggi dell’intercettazione. Dove Coppola dopo aver confidato alla moglie di avere dato a Faenza «un sacco di miliardi», la invitava a contattarlo per riferirgli di «non rientrare dai finanziamenti, altrimenti sarebbe successa la fine del mondo e lui avrebbe detto tutto».
Anche in questo caso ieri la famiglia dell’immobiliarista ha però chiarito la situazione: come «è emerso già dagli interrogatori» di Coppola, tutto questo «non si riferiva in alcun modo né a fatti criminosi» né alla persona di Faenza bensì agli interessi pagati dal gruppo Coppola a Banca Italease per «finanziamenti ottenuti nella trasparenza più assoluta e con le usuali procedure del gruppo bancario». Con la precisazione che «il riferimento è esclusivamente dovuto agli interessi pagati alla banca fino al 2005, anno in cui è stato chiesto il rientro dei finanziamenti in questione».