Italease volta pagina con 1 miliardo di perdite

TRE FASI Dopo l’offerta, l’uscita dalla Borsa e la costituzione di 2 società, la «good» e la «bad»

Un consiglio di amministrazione fiume, durato fino a notte, ha chiuso un drammatico capitolo della storia di Italease, la società di leasing travolta dalle perdite e oggi in procinto di essere acquistata, attraverso un’Opa, dal Banco Popolare, che ha come obiettivo il salvataggio. Dal bilancio 2008 approvato ieri, o meglio dall’entità delle perdite, dipendono gli aumenti di capitale nelle società che saranno create per riordinare i crediti: ora potranno essere definiti.
Le perdite nette consolidate sono state di 1,094 miliardi; nel 2007 erano state di circa 500 milioni, provocate allora dal portafoglio derivati. Oggi derivano da rettifiche (847 milioni) e svalutazioni (248); il dato positivo viene invece dalla gestione, che nel 2008 ha fatto registrare un margine di intermediazione di 338,4 milioni, che si confronta con il dato negativo per 285,9 milioni del 2007. Il patrimonio di vigilanza (che nel 2007 era di circa 1,5 miliardi), ora scende a 839 milioni.
Il cda, presieduto da Lino Benassi, nel varare i conti ha effettuato anche un primo esame dell’Opa annunciata dal Banco popolare: «È la soluzione più concreta e immediata - è stato osservato - per il rilancio della società».
Il salvataggio, illustrato un paio di settimane fa dal Banco Popolare, si svilupperà in più fasi. La prima, il lancio in primavera di un’Opa con cui il Banco Popolare intende portare al 100% la sua presa, che oggi è di poco superiore al 30%. Gli altri soci - Bper, Bps, Bpm e Reale Mutua - hanno già annunciato che conferiranno i propri pacchetti; il 50% circa di Italease è sul mercato. Il prezzo sarà di 1,5 euro.
La seconda, dopo il delisting della società, sarà lo «spacchettamento» di Italease in due newco nelle quali verranno trasferiti principalmente i crediti incagliati (nella bad company) e le attività in bonis (la good company). Nella prima il Banco Popolare avrà l’80%, affiancato, per il restante 20%, da Bper, Bps e Bpm. Nella seconda avrà il 32,8%, affiancata dagli stessi soci. I dati a fine 2008 indicano i crediti incagliati di Italease in 3,7 miliardi (rispetto ai 202 milioni del 2007); ma il 90% di queste partite è rappresentato da contratti di leasing immobiliare, in parte riferiti a immobili di pregio localizzati nel centro di Milano e di Roma.
La fase tre sarà rappresentata dagli aumenti di capitale delle due newco, quantificabili soltanto dopo la definizione dei conti di Italease: per questo era attesa l’approvazione dei conti di ieri; in linea di massima, gli aumenti saranno di 3-400 milioni per ciascuna della due società, e saranno finanziati pro quota dai soci. L’impegno complessivo per l’intera operazione di salvataggio sarà dunque prossimo a un miliardo di euro; la parte al momento certa a carico del Banco Popolare è costituita dall’importo dell’Opa, pari a un esborso massimo di 179 milioni.
Dall’assemblea della Popolare di Sondrio, coinvolta nell’operazione, ieri il presidente Piero Melazzini ha detto: «La vicenda è chiusa, le perdite sono state assorbite nei bilanci delle banche socie. Ora riprenderemo l’attività di leasing con Italease, insieme a Bper, Banco Popolare e Bpm». Il direttore generale, Mario Alberto Pedranzini ha aggiunto: «Dobbiamo ancora perfezionare lo schema delle società che nasceranno a valle di Italease. La good company avrà come magazzino i crediti portati dalle banche, la società li gestirà e riavvierà il lavoro limitandosi però al solo canale bancario. In sostanza torniamo alla vecchia società consortile, strumentale, al servizio delle banche per i nostri clienti, soprattutto piccole e medie imprese».