Italia, è allarme rifugiati L'Ue se ne lava le mani: "Dovete tenerli voi"

L'Onu fornisce le cifre: 11mila rifugiati presenti in Libia che potrebbero tentare la fuga verso l'Italia e l'Europa. L'Onu: "Accogliete i rifugiati". Bossi: "Li mandiamo in Francia e in Germania". Ma l'Ue chiude: "Nessuna distribuzione". La Russa: "Per i rimpatri pronti aerei e navi"

Roma - Dalla Libia è allarme rifugiati. Con 11mila persone a rischio di fuga verso l'Italia e l'Europa. L’alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) ha lanciato un appello all’Europa e ai Paesi del Nord Africa vicini alla Libia a non respingere le persone in fuga dagli scontri. L’Italia è tra i Paesi "che potrebbero ricevere un maggior flusso di persone in fuga dalla Libia" sia cittadini libici sia rifugiati da altri Paesi, ha detto Melissa Fleming, portavoce dell’Alto Commissario per i rifugiati. "Noi chiediamo: per favore, non li respingete. Questo è il momento di mostrare il vostro spirito umanitario e la vostra generosità nei confronti delle persone che stanno attraversando un grave trauma" ha detto la portavoce a Ginevra, spiegando che "questa è la principale rotta per i migranti e per le persone che scappano dalle guerre e dalle violenze in Africa. A molti di loro è stato impedito di raggiungere l’Europa e sono stati catturati in Libia". In Libia ci sono circa 8mila rifugiati registrati dall’Unhcr e altri 3mila con richieste di asilo ancora pendenti da Sudan, Iraq, Eritrea, Somalia, Ciad e Territori palestinesi.

No di Bossi Gli immigrati in fuga dal Nord Africa "intanto non sono arrivati e speriamo che non arrivino. Se arrivano li mandiamo in Francia e Germania...". Umberto Bossi risponde così ai cronisti a Montecitorio che gli chiedono se la Lega Nord "è preoccupata per l’arrivo di immigrati in fuga dal Nord Africa". Quanto alla Libia "aspettiamo ordini dall’Unione Europea" è la risposta del leader del Carroccio.

Ma l'Europa se ne lava le mani "Solidarietà" con il governo italiano, "disponibilità a fornire materiale umano e mezzi finanziari", ma non ci sarà alcuna apertura nei confronti di una distribuzione del fardello dell’immigrazione proveniente dai Paesi del Nord Africa. È quanto si apprende da fonti diplomatiche europee.

Difesa pronta Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa non si lascia spaventare e per il rimpatrio o l’eventuale evacuazione degli italiani dalla Libia assicura che l'Italia è pronta "a mettere in campo quattro o cinque aerei C-130, alcune navi e, se necessario, qualche centinaio di militari". La Russa ha anche sottolineato che di tutto ciò si parlerà nella riunione ministeriale in programma questa sera.