Italia a crescita zero: dato peggiore dal 2003

Secondo le stime provvisorie diffuse questa mattina dall'Istat, il pil italiano ha registrato nel secondo
trimestre del 2008 un calo dello 0,3% sul primo trimestre 2008. E' il dato più basso dal terzo trimestre 2003

Roma - Secondo le stime provvisorie di Istat diffuse questa mattina, il pil italiano ha registrato nel secondo trimestre del 2008 un calo dello 0,3% sul primo trimestre 2008, quando era aumentato dello 0,5%. Sempre nel secondo trimestre, il pil ha mostrato una variazione nulla su base annua, dal tendenziale di +0,3% del primo trimestre 2008.

L'allarme dell'Istat Il dato congiunturale è il più basso dal quarto trimestre 2007, il tendenziale dal terzo trimestre 2003 (-0,1%). Il dato, inferiore alle attese, mette a rischio le previsioni di crescita per l’anno in corso del governo che fino a mercoledì scorso ha confermato un incremento dello 0,5%. Secondo i calcoli comunicati da Istat lo scorso luglio, infatti, lo 0,5% sarebbe stato raggiunto con un incremento congiunturale medio dello 0,1% negli ultimi tre trimestri. Al momento il Pil acquisito per il 2008, ovvero la crescita media annua che si avrebbe nel caso di un incremento congiunturale nullo nei restanti trimestri dell’anno, è dello 0,1%, dice l’istituto di statistica. "Il risultato congiunturale del Pil è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto dell’industria, di una sostanziale stazionarietà dei servizi e di un aumento dell’agricoltura", dice Istat a commento dei dati. I dati sono inferiori alle previsioni degli analisti interpellati da Reuters. La mediana indicava per il secondo trimestre una variazione nulla sul trimestre precedente e una crescita dello 0,3% su anno.

Stime peggiori del previsto Il Pil italiano nel secondo trimestre dell’anno ha registrato, secondo i dati forniti stamane dall’Istat, una contrazione congiunturale dello 0,3% a fronte di attese per una variazione nulla e di un dato del primo trimestre in rialzo dello 0,5%. Peggiore delle attese anche il dato tendenziale, con uno zero contro le stime per un rialzo dello 0,3%. Nel primo trimestre il Pil aveva registrato un rialzo dello 0,3%. Il dato tendenziale segna il minimo dal terzo trimestre del 2003, quando la variazione del Pil si era attestata a -0,1%.

Il punto degli analisti "Valori peggiori delle attese, mi aspettavo una contrazione dello 0,1% - spiega Paolo Vizzoli di Ing - visto il dato, è probabile però che abbiano contribuito al ribasso i consumi delle famiglie e gli investimenti privati, ma anche un decumulo delle scorte. Questo dato negativo apre le porte ad una situazione di recessione tecnica. Se il dato fosse stato negativo dello 0,1% la mia previsione per il 2008 sarebbe stata dello 0,2% ma a questo punto è sicuramente peggiore e non vedo aperture per una ripresa a breve tempo". Secondo Susana Garcia della Deutsche Bank, invece, "è marginalmente più basso delle attese" dato che erano state riviste al ribasso le stime a -0,2%: "In qualche modo definisce il tono per il resto della zona euro, rendendo probabile che avremo una contrazione nell’intera zona euro. Non è molto sorprendente data la debolezza strutturale dell’economia italiana, inoltre ciclicamente c’è una situaizone molto brutta ed è come una compensazione rispetto al primo trimestre. Dopo queste cifre potremmo dover rivedere le nostre propettive per l’Italia sul 2008". Lavinia Santovetti della Lehman Brothers parla di risultato "nettamente peggiore della nostra proiezione di un rallentamento congiunturale limitato a 0,1%". "A questo punto si potrà senz’altro parlare di recessione, per lo meno secondo la definizione tecnica di due trimestri consecutivi di contrazione del prodotto interno lordo - continua la Santovetti - per il terzo trimestre abbiamo infatti un’attesa di una caduta di 0,1% dell’attività economica, mentre inserendo la stima Istat di oggi nel modello statistico per la media d’anno il risultato è di un davvero modesto 0,1%, a rischio concreto di crescita zero. In assenza di dettagli sulle componenti abbiamo comunque segnali di debolezza su più fronti, in particolare dal lato dei consumi come dicono i numeri su vendite al dettaglio e immatricolazioni auto. Male anche il fronte produzione, che, guardando alle indagini congiunturali di luglio, non mostra segnali di prossimo miglioramento".