Italia, debutto vincente Pazzini-gol fa felice Lippi

Azzurri in vantaggio su un rigore omaggiato dal Montenegro Poi il doriano dà la svolta a un’Italia incolore che ora guida il girone. Il bomber della Samp entra al 14' del secondo tempo e al 29' segna la rete della sicurezza<br />

nostro inviato a Podgorica

Senza effetti speciali. Cioè senza Cassano, per intendersi, e metà dei «mondialisti» a casa per acciacchi vari. Senza effetti speciali ma con un rotondo successo e tre punti preziosi. Così l'Italia qualunque di Marcello Lippi procede a tappe forzate verso la qualificazione. Staccata l'Irlanda del Trap, fermata dalla Bulgaria a Sofia sul pareggio, proprio alla vigilia del confronto diretto di mercoledì prossimo. Il primo posto è in pugno, la strada verso il Sud Africa spianata. Risultato a parte, non si può celebrare nient'altro di questa Nazionale operaia, passata in Montenegro con un rigore di Pirlo e una capocciata di Pazzini. Niente da dire sul merito: Iaquinta e Pepe sono capaci di divorare un paio di ghiotte occasioni. Da discutere la qualità dello spettacolo, semmai. Ma son discorsi che riguardano gli stilisti, eventualmente. Da Podgorica, che quelli del Tg3 continuano a chiamare Titograd, si torna a casa con alcune sicurezze a disposizione di Lippi: per esempio il portierone e poi il puntello centrale, Chiellini, poi la coppia migliore al mondo di centrocampisti, Pirlo e De Rossi, e davanti quel ragazzino, Pepe che è capace di mettersi al servizio di chiunque, Iaquinta stesso prima e poi Pazzini, con evidente profitto. Sugli altri, specie Palombo, meglio soprassedere. Forse c'è bisogno di test più impegnativi per considerarli abili e arruolabili in future circostanze.

L'ospitalità dura un quarto d'ora, poco più. L'ospitalità del Montenegro comincia all'inno (applausi a quello italiano) e finisce appena il cartellino giallo dell'arbitro inglese risparmia Cannavaro e lascia l'Italia di Lippi, già davanti col rigore di Pirlo, in undici. È forse l'episodio chiave della frazione aperta da un malinconico crac al ginocchio sinistro (lesione del legamento crociato, stagione chiusa)LE ALTRE SFIDE
avvertito da Totò Di Natale in fiduciosa attesa di un banale rilancio di De Rossi: sente subito male, cade a terra e chiama soccorsi prima di finire, in barella, negli spogliatoi. Lo sgambetto del destino ripaga più avanti gli azzurri: al primo doppio dribbling riuscito di Pirlo sull'esterno destro, la palla scodellata in area, viene trattata da Batak al pari di un pallavolista e il rigore, come dispongono i trattati internazionali (c'è qualche eccezione solo dalle nostre parti, chissà perché), non ammette discussioni. Unitamente all'esecuzione di Pirlo dal dischetto.

L'ospitalità si esaurisce sull'incertezza di Palombo che rimette corta, una palletta velenosa, per Cannavaro in ritardo di suo: il capitano scivola, ma col piede di richiamo, uncina Jovetic ingolosito dall'inatteso regalo. Posizione del fallo da ultimo uomo: 5-8 metri fuori dall'area di rigore. È lecito infliggere il «rosso» da quella posizione? L'arbitro inglese assolve per insufficienza di prove Cannavaro e lo stadio si ribella per qualche minuto. Così l'Italia, con Pepe intervenuto a sostituire il sodale friulano, può piantonare il vantaggio, crearsi l'occasione dell'immeritato 2 a 0 (Pepe batte alto un assist di Iaquinta) e serrare le fila in vista delle folate dei locali, dotati di gamba ma non certo di precisione. Neanche Jovetic, che pure è il più ispirato di tutti, riesce a dare al gioco frenetico i tempi giusti per mettere al muro Buffon e soci.

Nel generoso tentativo di sottrarsi alla prima sconfitta domestica, il Montenegro finisce con lo scavare cunicoli sotto i propri piedi: così rischia di prendere gol nei contropiedi scattati come lame di serramanico nella seconda frazione. Una volta sbaglia Iaquinta, prima di uscire di scena, a porta spalancata, sull'assist di Pepe nel frattempo volato con uno sprint di 30 metri, la seconda Pazzini, appena entrato no. E forse si coglie al volo la differenza tra i due: questo toscano rivitalizzato dalla Samp, oltre che dall'assistenza di Cassano, si fa apprezzare anche qui in azzurro. Due palle a disposizione in tutto: una finisce dentro, alle spalle dell'incerto portiere di casa grazie al magistrale triangolo tra Pirlo e Pepe. Da apprezzare la giocata di quest'ultimo, capace di aspettare il piazzamento dei suoi e suggerire il cross col contagiri. Dalle parti di Buffon da segnalare un solo pericolo, con quel tiro di Dalovic che Buffon, già a terra, con una mano spuntata chissà come e chissà da dove, riesce a rintuzzare. Buffon è un fenomeno di portiere e tocca tenerselo caro, se vogliamo difendere con qualche chance il titolo di campioni del mondo al torneo del 2010. Appuntamento a Bari, mercoledì notte. Nella speranza che non diventi la notte dei nostalgici di Cassano.