Italia dei sogni, da Gradisca a Isola Liri

Al confronto Chievo e Albinoleffe sono delle metropoli, ma provate a fare un salto dalle parti di Gradisca d’Isonzo che quasi il giorno dopo la vittoria dei nostri soldati nella Prima guerra mondiale, fra mille cose da ricostruire, decide di fondare una squadra, la chiama Itala e il 20 aprile di quest’anno vince il girone C della serie D entrando fra i professionisti. Fumogeni e cori davanti ai portici del teatro, tutto il paese in piazza per portare in trionfo il patron Franco Bonanno e il 3 aprile festone con un’amichevole contro l’Udinese al mitico Gradisca. E ancora l’Udinese che neppure una settimana dopo va al Giovanni Mecchia di Portogruaro e ne prende quattro dal Portosummaga con le furie granata in festa perché l’aritmetica dice playoff per entrare in C1 e giocarsela con Bassano, Spal e San Marino. Isola del Liri? Google parla di una suggestiva città del Basso Lazio con un centro storico bizzarro che ricorda un’isola tra i due rami del fiume Liri, che dalla prossima stagione ospiterà i professionisti dell’Ac Isola Liri, vincitori del girone G della serie D con 71 punti e il più ampio margine di tutta la categoria sulla seconda classificata, 15 punti.
Poi ci sarebbero i normanni. Erano scandinavi e tedeschi che navigavano, saccheggiavano e arrivarono anche da noi. Ad Aversa la squadra si chiama Normanna, che a una giornata dalla fine del girone H dei dilettanti è prima con 71 punti e ci crede di brutto. È entrata nel calcio solo da 8 anni, partendo dalla terza categoria, e sta seminando il panico proprio come i suoi antenati. A Genzano l’arbitro è stato costretto a sospendere la partita perché quelli della Normanna avevano segnato il secondo gol e i tifosi locali stavano dando in escandescenze: uno aveva scagliato il suo tamburo dalla tribuna su un assistente dell’arbitro che era finito tramortito.