Italia dei Valori: «Dall’Ulivo discontinuità o corriamo soli»

«No a Margini, ni a Vincenzi, ma servono facce nuove. E non partecipiamo alle primarie farsa»

«Parola d’ordine discontinuità» o Italia dei valori alle prossime elezioni amministrative correrà da sola. la critica al centrosinistra, e all’Ulivo in particolare, è feroce: «In questi anni è mancato un progetto di città, e anche la capacità di condividere le scelte strategiche con i cittadini e con gli alleati». I toni sono durissimi: «Sono andati avanti da soli come treni, portando avanti la politica del potere e non dei valori, presentando sempre le stesse facce delle quali non se ne può più, e adesso fanno le risse sui candidati e dimenticano i programmi». Per questo: IdV non parteciperà alle primarie, «perché noi le volevamo fare sì, ma vere», e sta pensando di presentarsi al primo turno elettorale con un proprio candidato. Sta pensando e non è detto che lo farà, perché «c’è un a meno che», come hanno precisato ieri Patrizia Muratore la capogruppo in Regione, Francesco Scidone il coordinatore provinciale e Luciano Sala il suo vice: «Correremo con il centrosinistra se sottoscriverà il nostro programma, il primo del centrosinistra, e se presenterà un candidato credibile». Ora, poiché il programma, lo dicono anche loro, è «aperto e in costruzione», non dovrebbero esserci dubbi sulla sua sottoscrizione da parte di una coalizione in cerca di voti. E poiché i potenziali candidati sono due e ben noti, Mario margini e Marta Vincenzi protagonisti della «rissa» di cui indignati parlano i dipietristi, la presa di posizione pare un no deciso a margini, il candidato della continuità con Giuseppe Pericu, e un sì, o almeno un ni, a Vincenzi la candidata della disconbtinuità per sua stessa ammissione. Loro non negano ma non si sbilanciano: «Non vogliamo entrare nella disputa fra i due. E stiamo valutando l’ipotesi di correre con un nostro candidato». Potrrebbe essere il senatore Egidio Pedrini? «Non abbiamo mai fatto il suo nome, e non c’è nulla di deciso».
Di certo, ribadiscono, dal centrosinistra si aspettano un segnale forte di discontinuità. Sui programmi: «Nel nostro ci sono alcuni punti irrinunciabili che pretendiamo di veder sottoscritti». Sui metodi: «Ogni volta che abbiamo denunciato le scelte sbagliate, dall’Amt all’inceneritore, nessuno ci ha risposto». E sulle persone: «Servono facce nuove». Quelle vecchie sono state votate? «Anche Hitler e Mussolini erano stati votati - avverte Muratore -. Noi riteniamo che queste persone abbiano lavorato male e che debbano lasciare il posto». Emblematica, avverte la capogruppo in Regione, la rissa Margini-Vincenzi: «Non vogliono lasciare il potere che hanno conquistato». Quanto all’Italia dei valori, i suoi vertici sono copnsapevoli di aver poca visibilità, «sui giornali non usciamo quasi mai», e di venir poco considerati dagli alleati «anche pertché siamo dei rompiscatole», ma giurano che «in sordina stiamo crescendo».