Italia e Francia, scambio di «scortesie» al confine

Oltre al calcio - sport in cui ormai da tempo eccellono entrambi i paesi - c’è anche un’altra specialità in cui Italia e Francia cercano di avere la meglio uno sull’altro: è il ping pong degli indesiderati, cioè di quei cittadini - stranieri e non in regola con i documenti di identità - che la polizia italiana e quella francese di volta in volta accompagnano alla rispettiva frontiera. Lasciando poi ai colleghi oltre confine l’incombenza di dover decidere il da farsi nei confronti dell’indesiderato di turno.
Qualche esempio? Uno dei casi più recenti è avvenuto in Costa Azzurra, come ha documentato alla fine del mese di agosto il quotidiano «Nice-Matin». La polizia di frontiera francese arresta sette persone, sorprese a vendere abusivamente la loro merce su una spiaggia della Provenza. Sei di queste sono senegalesi, una è di origine cinese: nessuno di loro è in grado di presentare nè un permesso di soggiorno nè un documento di identità, ma tutti dichiarano di avere fissato la propria residenza in Italia. E così, dopo essere rimasti per qualche giorno in stato di fermo nei locali della polizia francese, ecco arrivare il provvedimento di espulsione. Entro breve tempo gli arrestati devono essere ricondotti in territorio italiano, dove le autorità preposte decideranno come procedere.
Altro caso, di poco precedente a quello appena descritto. Alcune massaggiatrici cinesi provenienti dall’Italia varcano la frontiera per esercitare la professione oltre confine, ma vengono fermate dalla gendarmeria. Anche per loro, il soggiorno in terra francese dura poco, perché di lì a poco vengono tutte riaccompagnate in territorio italiano.
Un ping pong di individui poco desiderati davvero curioso, in cui però - a detta della polizia di frontiera - non c’è niente da eccepire dal punto di vista normativo. Anche perché il rimpallo è reciproco, e non mancano i casi in cui gli indesiderati - residenti in Francia - vengono sorpresi in Italia, e quindi rispediti dalle autorità nostrane oltre frontiera.
«É una procedura del tutto normale, prevista dal trattato internazionale di Schengen, che viene applicata in entrambi i paesi - spiegano al centro di cooperazione della polizia italiana e francese di Ventimiglia - Se, ad esempio, un cittadino irregolare, che dichiara di provenire dall’Italia, viene sorpreso a transitare in Francia, la polizia transalpina lo prende in consegna e lo riaccompagna alla frontiera, e lo stesso naturalmente avviene se l’irregolare viene trovato all’interno dei confini italiani. A quel punto, sarà il paese per così dire "ospitante" a doversi occupare di questa persona, e a dover decidere se l’irregolare può rimanere o deve invece essere espulso».