In Italia la Fiat manterrà tutti i posti di lavoroE Marchionne: "Viviamo la tirannia della Fiom"

Con Chrysler quest’anno insieme la Fiat venderà 4,2 milioni di vetture diventando il quinto produttore al mondo. Smentiti gli anatemi della Camusso. Marchionne: "La cosa veramente offensiva è che stiamo vivendo un periodo di tirannia della minoranza"

"Nei limiti del possibileintendiamo mantenere i posti di lavoro in Italia. Continueremo agestire la situazione di mercati depressi facendo ricorso agli ammortizzatori sociali". L'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, smentisce i gufi della Cgil e gli anatemi di Susanna Camusso pur spiegando che "è impossibile precisare dettagli di investimento sito per sito".

Un anno buono per il gruppo torinese. Con Chrysler quest’anno insieme la Fiat venderà 4,2 milioni di vetture diventando il quinto produttore al mondo. Intervenendo al convegno "Make it in Italy", l'ad del Lingotto rilancia la Fiat e si affretta ad assicurare che gli impegni presi con il Belpaese saranno mantenuti nonostante i sindacati continuino a negarlo. "La cosa veramente offensiva è che stiamo vivendo un periodo di tirannia della minoranza", continua Marchionne definendo la posizione della Fiom "preconcetta, anacronistica, alimentata da un antagonismo a priori e più preoccupata di tutelare il proprio potere che gli interessi collettivi. E' sempre stata molto più politica che sindacale".

Marchionne torna a spiegare la propria decisione di rompere con la Confindustria. "L’uscita di Fiat da Confindustria - puntualizza - è una scelta che abbiamo valutato con grande serietà e che non ha nulla a che vedere con ragioni politiche". E spiega: "Purtroppo in Italia, molti, a cominciare da una parte della politica, del sindacato e della stampa, non hanno capito, o meglio, non hanno voluto capire, la portata del cambiamento che è avvenuto in Fiat e il senso della nostra esperienza. Un cambiamento che ci porta ad affrontare le sfide in modo diverso dal passato".