Italia-Galles, il Flaminio sta stretto al rugby

da Roma

L’Italia ha scoperto il rugby. L’impresa dei ragazzi di Pierre Berbizier in Scozia ha aperto al mondo ovale palcoscenici prima d’ora sconosciuti. Prima al massimo si posava per qualche calendario. Oggi si va dalla Dandini o al massimo si “tallonerebbe” volentieri la Ventura, come ha scherzosamente ammesso Fabio Ongaro. Ma oggi (stadio Flaminio ­ ore 16,30 diretta su La 7) gli azzurri del rugby sono ancora davanti a un bivio: hanno l’opportunità di battere anche il Galles, come hanno già fatto nel 2003, e di entrare nella storia per la porta principale. Mai gli azzurri hanno concesso il bis in una singola edizione del Sei Nazioni. Anzi bisogna tornare indietro di 10 anni prima di trovare due vittorie di fila contro avversari “veri”. Era l’Italia di Coste, quella che dopo aver battuto l’Irlanda a Dublino, si prese la soddisfazione di annientare anche la Francia a Grenoble.
Per questo l’occasione di questo pomeriggio è da prendere al volo. Ci sarà l’esaurito. Fuori dai cancelli del Flaminio la solita “corte” dei bagarini, mai tanto temuti come questa volta. Per un biglietto sono arrivati a chiedere fino a 450 euro, cifre impensabili qualche anno fa. Riceveranno probabilmente solo qualche briciola del grande affare che sta diventando il rugby. Tutto sommato l’allocazione dei biglietti affidata all’Air, l’Associazione dei giocatori, ha funzionato. In Italia sono stati venduti 16.700 biglietti, il resto nel Regno Unito. Pochi gli inviti, praticamente nulli gli omaggi con la Fir che ha recuperato 120 posti per curva ed altri 400 a sedere lungo la linea di touche. In pratica posti in uno stadio che può contenere 24.000 persone e che comincia a stare stretto.
La partita è di quelle da bere tutte d’un fiato. Ha sofferto il Galles quindici giorni fa allo Stade de France contro i galletti di Bernard Laporte. Ha sofferto davanti, proprio nel reparto dei primi cinque uomini dove gli azzurri hanno più di una cartuccia da sparare. Dietro poi arriva la sorpresa con Berbizier che lascia in panchina Scanavacca e torna a lanciare Pez in coppia con Troncon. La motivazione guarda a lunga scadenza. C’è un mondiale di mezzo e il ct vuole scoprire fino in fondo il cordobès numero 2. Occasione da cogliere al volo anche per lui.