Italia-Georgia 2-0, è De Rossi il bomber di Lippi

La Georgia non riesce a creare problemi ai campioni del mondo. Anche se il gioco latita ancora. Il romanista decide la sfida con un tiro da fuori area nell'angolino alto nel primo tempo, poi raddoppia nel finale

Udine - Un passo alla volta. Piccolo anche se prezioso per la classifica del girone, 6 punti dopo le prime due gare e primato assicurato. L'Italia di Lippi, di questi tempi, si muove così e forse non è neanche lecito attendersi molto di più, uno spettacolo affascinante al cospetto della Georgia che non è squadra irresistibile. Bisogna essere realisti, visto lo stato di salute del calcio italiano a tutti i livelli. Il due a zero di ieri sera a Udine, maturato tra il prologo scoppiettante e il finale tricolore, sintetizza gli stenti e forse non tiene conto dei primi, piacevoli 20 minuti, utilizzati dagli azzurri per montare in groppa alla sfida e tentare anche di chiuderla con una seconda stoccata. Alla fiondata di De Rossi, da trenta metri s'infila sotto l'incrocio di Loria, non riesce a seguire il colpo del ko, se non sui titoli di coda. E non solo per la mira di Di Natale o per lo smalto discutibile di Toni, macchinoso: è tutta la squadra che intorno alla mezz'ora si pianta sulle gambe e non ha la forza per mettere sotto l'avversario nonostante i cambi previsti e realizzati nella ripresa da Lippi (in sequenza Palombo, Del Piero e Iaquinta) per recuperare preziose energie. È vero, Toni, nella prima frazione si guadagna un mezzo rigore, è vero Iaquinta più avanti e lo stesso Aquilani sfiorano il bersaglio grosso ma restano espressioni isolate, contropiedi vecchia maniera, dentro il bozzolo di una gara rimasta in bilico fino alla fine, fino alla percussione del migliore degli azzurri, De Rossi, che infiocchetta il più rassicurante 2 a 0 conclusivo.

Un passo alla volta, allora. Secondo il copione preparato da Lippi che incassa qualche fischio a metà ripresa solo per la prematura sostituzione dell'idolo di casa, Totò Di Natale, con le pile scariche a quel punto della sfida in verità. Il punto vero è un altro. E cioè che Del Piero, il sostituto, invece di guadagnarsi il credito necessario, deve attendere quel contropiede finale per suggerire a De Rossi l'imboscata del 2 a 0. Con la maglia azzurra sulle spalle non riesce a stregare la platea. Il passo avanti forse più significativo proviene dalla difesa e non solo perché Buffon è un vero gatto quando deve uscire anche con i piedi o quando riesce addirittura (e questo avviene nel primo tempo) a ipnotizzare il Messi di Tbilisi, Kenia, giunto, solo soletto, dinanzi alla porta e non in grado di firmare il più comodo dei pareggi. Cannavaro, con la collaborazione di Legrottaglie, apparecchia una fiera resistenza che ha ragione del giovane attacco georgiano. Ridotti al minimo sindacale i rischi per esempio corsi, in numero industriale, a Cipro. Segno che qualcosa migliora sul piano tattico, oltre che nella condizione fisica generale. Forse il nervo scoperto resta Toni e la difficoltà dell'attacco di farsi vivo dalle parti di Loria. Due gol di De Rossi (sette sigilli raccolti in 39 presenze) sono un'eccezione che conferma il disagio oltre che il ritardo. Di Natale, dinanzi al suo pubblico, si regala mezz'ora di buona creatività, è il resto che non funziona ancora alla perfezione.

Il tempo è il vero alleato di Lippi e della sua Nazionale. Aquilani, appena entrato sul campo, lievita nella ripresa segno che sui giovani bisogna portare pazienza. Ha bisogno di farsi le ossa, non solo ma di crescere dentro il reparto levigando l'intesa con tutti gli altri.

Palombo, presentato dalle lodi di Narciso Pezzotti, il vice di Lippi, è un onesto geometra: non ci si può attendere molto di più. Alla fine De Rossi si conquista i titoli di prima pagina con due imprese balistiche. La prima di sinistro, la seconda di destro. Vuol dire che ci sa fare con entrambi i piedi e che forse sta maturando secondo le attese. Nostre, della critica cioè, oltre che della Nazionale. Due a zero e passa anche la paura di un'altra prova da censurare. Questa volta nessuno può tirare in ballo il sedere del Ct e neanche il palco di Vasco Rossi come alibi. Da quella parte De Rossi fa centro, da quella parte Buffon si tiene allenato.