Italia-Germania comincia dalla Champions

Franco Ordine

Italia-Germania stretta nelle ganasce di due sfide cruciali, Chelsea-Barcellona e Real Madrid-Arsenal. Un sospiro di sollievo per le tre magnifiche sorelle di coppa Campioni (evitate le mine vaganti di Nyon) ma il Milan chiude il suo anno orribile con un sorteggio non proprio favorevole. Gli tocca in dote il Bayern di Monaco che è stato poi l’unico squadrone di Germania capace di mettere sotto la Juve all’Arena, il nuovo stadio di Baviera. Ha una tradizione favorevole, il Milan: due anni prima, riuscì a vincere a Monaco e a ripetersi a San Siro. Inzaghi ne fu il magico eversore, gol in trasferta, di testa, e gol domestico, di giustezza, ma anche Dida, contro Ballack, fece la sua parte. «Sono le sfide che tutti vogliono giocare», segnala Clarence Seedorf. «Saranno due splendide partite», indovina Kakà e nelle parole di Adriano Galliani c’è il dispetto misto all’orgoglio. «In qualità di testa di serie giocheremo fuori la prima, non è molto ma è qualcosa», segnala.
Va meglio, molto meglio, alla Juventus: ciò che tocca, in questi mesi, riluce come oro. «Pesca» il Werder Brema e solo Fabio Capello ha il coraggio di trovare il pelo nell’uovo. «I tedeschi godono di una sosta più lunga della nostra, li troveremo freschi e pimpanti» manda a dire, ma sotto sotto si strofina le mani. Ha davanti Klose e Micoud mica Ronaldinho. A tal proposito viva la faccia di Giacintone Facchetti, presidente dell’Inter che «incarta» l’Ajax e porta a casa l’esito favorevole dell’urna senza ipocrisia. «Poteva andarci peggio ma questo non significa che dovremo affrontare gli olandesi con un diverso spirito» è la sua chiosa da autentico uomo di calcio e di sport. Piccolo codicillo: l’Inter, per evitare il ritorno in concomitanza col Milan, ospiterà gli olandesi una settimana più tardi.
Italia-Germania di Champions league parte (21 e 22 febbraio) appena si accendono i riflettori per Italia-Germania, amichevole di lusso tra nazionali, voluta da Lippi e sistemata, casualmente, a cavallo degli ottavi di finale del torneo continentale (data fissata mercoledì 1 marzo, incerta la sede, in ballo Roma e Firenze), con tutte le complicazioni del caso. Che per Juve e Milan sono accentuate da un altro curioso incrocio di date: usciti dagli ottavi l’8 marzo si ritroveranno di fronte domenica 12 a Torino. Qualche mese fa, la vicinanza tra Juve e coppa Campioni (semifinale col Psv) non portò benissimo ai berlusconiani: finale guadagnata a Eindhoven ma poi sconfitta di misura, 0 a 1 a San Siro, e perdita dello scudetto.
La sfida tra titani degli ottavi, Chelsea-Barcellona, è un gustoso replay di uno scontro vissuto nell’edizione precedente e scandito da roventi polemiche. Furono coinvolti i due tecnici, Rijkaard e Mourinho, persino Collina, fischietto del ritorno, venne duramente contestato. Allora si qualificarono gli inglesi, stavolta il Barça punta alla rivincita secca: ha più convinzione dalla sua, può disporre del Pallone d’Oro Ronaldinho che già stregò Cech con quel gol di punta, dal limite dell’area di rigore, ricordate? È forse la prova del nove per l’armata catalana: superato il Chelsea può puntare alla finalissima di Parigi. Da cuori forti anche Real Madrid-Arsenal, con una postilla. Tenete sotto controllo il prossimo mercato. Non è escluso che Perez, il presidente, con Hierro nuovo plenipotenziario, vadano a fare shopping per migliorare la struttura fragile, a centrocampo e difesa, della squadra rimasta nel frattempo senza Luxemburgo e senza Arrigo Sacchi (chiude mercoledì 21 dicembre).
Ha un sapore di calcio antico Benfica-Liverpool: gli inglesi sono davanti a un ostacolo nient’affatto insuperabile. I Rangers di Glasgow risultano alla portata del Villarreal, cenerentola del torneo. Da gustare, infine, anche la rivincita Psv-Lione. Comunque, prepariamoci ai fuochi d’artificio.