In Italia già trecento aziende lavorano al «tecno-agricoltore»

Il Martec, un «drone-trattore», con sensori ottici a luce pulsata, per sorvolare i campi a soli due metri da terra, per fertilizzare e seguire le colture, realizzato nella Libera Università di Bolzano, dal team di Fabrizio Mazzetto, docente di Meccanizzazione agraria e forestale, sarà a Fieragricola a dare un assaggio di futuro in campagna. Secondo il Mit di Boston, i droni in agricoltura saranno al primo posto delle 10 innovazioni che segneranno un punto di svolta nel mondo prossimo venturo. Gli aeromobili a pilotaggio remoto, infatti, permettono il monitoraggio e la mappatura dei campi dall'alto, la lotta alla piralide del mais, la rilevazione dello stress delle piante, la distribuzione degli agrofarmaci. Una rivoluzione tecnologica per l'agricoltura di precisione, in grado di abbattere i costi da 75 a 400 euro a ettaro. In collaborazione con Dronitaly, la manifestazione dedicata ai droni professionali per uso civile, l' innovazione tecnologica conquista anche i cieli di Fieragricola, che dedicherà un'area espositiva statica interna e una di « volo» esterna a questi nuovi apparecchi che in Italia già vedono in attività tra le 200 e le 300 aziende. È il caso, ad esempio della De Sangosse, di Abano Terme, premiata con tre stelle nel Premio Innovazione, per il suo Tricodron, un algoritmo meccanico, che permette a un drone di rilasciare ogni 80 metri quadrati, una capsula con le uova di un imenottero parassitoide per sconfiggere la piralide del mais e coprire svariati ettari. FdM